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Volume primo.
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93
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^ Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. I. 9;

incominciarono a poetare intorno a cento anni dopo i Provenzali ,fcome nella nostra Istoria si può riconoscere, e come afferma il famo-so Critico Niccola Villani sotto nome d’Accademico Aldeano, dicen-do ( a, ) Convennero ì Toscani Poeti da i vicini barbari Popoli accat-{n) Risc.tarlo ( cioè l’arrifîzio Poetica ) e particolarmente da i Ci ali ani ,e da t'oej. giaco/,i Provenzali, da cui fi presero eglino astai m usanze, sì la materia de ip a S• 53 *loro componimenti, amorosa per lo pin, e delicata , <\uaU erano le natu-re, e le poesie di quelle Nazioni . E prima di lui affermò il Varchi ,dicendo (b ) 'Se vi diletta, come mostrate, di sapere in quante, equas b s ErcoU!p 'li cose i primi Rimatori Toscani fi valeffero déTrov-atori Provenzali ‘ s’^* S s

che Trovatori si chiamavano provenzalmente, anziché quella lingua fispegnesse, ì Poeti . ed appresso . Ada perche i Rimatori Provenzali fu-rono prima de’ Toscani &c. e il Sansovino (e) il qual dice . Si come ( c ) Xrt.Ora-venne la Poesia da' Provenzali a'T ose ara , la prima volta, che ella intor. lib.sol.Provenza cessando, passasse in Italia. Nelle quali parole dee peròav-33. pag. 2.venirsi, che egli s’inganna circa il tempo della venuta, che segui nelmaggior fiorire, e non già nel cessare -in Provenza ; Federigo F/hal-dini ( d) scrivendo: Che s’era dalla Corte di Provenza propagata unaz c tter. >tale onesta allegria, che teneva /’ Europa in continue feste ; sì che i no-Lettor. De-bili d’allora havendo dedicato tutto il lor tempo ad aggradir alle Da cum. Am.tne, s'intrattenevano in conviti-, e mufìche&c. ne bastardo so pere, perche Burlar,pììt altamente venissero onorate fi trovarono le Rime, invenzione moltoconfacevole alla tenerezza de'loro ingegni &c. passo in Italia tal costu-me, e massimamente nelle due Sicilie. Mario Equicola (e) affermalo, ,stello dicendo : La Provenga alcuni sanno madre di tale invento , x

indi trasportato in Sicilia, e diffuso poscia per tutto. E Ciro Spentone(/) il quale afferma, che per quanto dati’ antichità loro fi ritrae, aveva- ( q Diahg,no quei Poeti {cioè i Provenzali') fatta una regola, che gli legava ad osaeln.uov.vers,servare nelle loro composizioni la lor lingua ; e dovevasi osservare ve- enne asili,ramente, se non a cagion d’altro, per lo privilegio almeno d’e/sere stati pag, 8.i primi Rimatori svolgan: ma cadendo poi la Signoria di Provenza né'

Re, Conti, e Signori, di nazioni, e di lingue diverse , condussero al-tresì diversi begl’ ingegni seco, che a rimar e fi posero, c'hotaun bel mot-to de'lor paesi mestavano, hor Imponendone uno con quei de gli stranie-ri anchora , e quando in questa varietà un concetto intiero spiegando ,parve loro di non fare ingiuria alla veneranda antichità della linguaProvenzale : ma pin tosto di mostrarsele grati, & volontari] tributari) .

E finalmente Lodovico Zoccolo (g) il qual di più crede, che le ri (?) Ds.ra-me passassero da gli Arabi a'Provenzali ( il che non sappiam quantosia vero, ancorché anche gli Arabi fossero usi rimare , come app«s- ' c **‘

so diremo ) dicendo. Per esser di vantaggio passata ( cioè la rima ) ’ * " 'cred io , da gli Arabi, a i Provenzali , e di Provenza introdotta pri-ma in Sicilia , e poi in Toscana.

Nel rimanente sebbene il Petrarca nel mentovato passo dice , cheil gepere della Poesia rimata , rinato in Sicilia , in breve passò a gì’

Italiani, ed anche più lontano, periochè si pare, che considerasse an-che i Popoli fuori d’Italia, e per conseguenza i Provenzali , nondime-no, ciò non conclude , che la Poesia Siciliana nascesse , cioè (comesuol dirsi) prendesse piede , e vigore prima della Provenzale , favel-Cresc.Ist. Tèff, Poesia, Tom.I. G 3 lan-