'(a) Pag. 67.
(b) ■Gjo.vih
lan. Iflor. lib,9- cap.il%.
( c) ÌJat.Am <lib. i.
( d ) Vita ritto,tea. pag.^i..dell' ediz,.tiarer.t. del,'
*1*3,;» 4.
98 De' Comencarj Incorno Air Istoria
Perche il vero, principio de’ Poemi interi , / havrà a porre ne' compofii fce recitati in i/cena da Livio ylndronìco.,
Or,(e dalle testimonianze de’ - componimenti ». che noi abbiamo,,manifestamente apparisce, che la buona, e regolata Poesia Provenza-le è nel tempo più antica , che la buona , e regolata Poesia Sicilia-na , come vorremo toglierle questo pregio con, qualche uso di. Rime,che abbian potuto avere i Siciliani avanti i Provenzali , senza rego-la, e senza norma, ma colla.sola immitazione, naturalmente, fatta de'Greci, e de’Latini.?
Per toglier poi ogni ombra di. diffifculrà , che può nascere intornoall’inteUigenza delle parole del Petrarca ,, stimiamo necessario avverti-re,, che egli, allorché scrisse le. suddette parole,, non intese mah di fa-vellare istericamente, e. molto-meno. di dar sentenza:, si'perché, il suobisogno non era tale, mentre ne favellava di traverso,, e ,. come suoldirsi,. per. transito ; sì perché si- valse ,. come, abbiam detto ». della, solaautorità, della fama i: sì perché dice. ,, che era rinato, il rimare in Si-cilia non molti secoli, prima ,, quando né meno era corso un secolo,,e mezzo , calcolandolo, dalle più antiche memorie-,, che se ne rrtiova-no ; sì finalmente perché dice che 1’ uso del rimare. i Sicilianipasso in Italia , e più lontano , o secondo, la sposizione del Castel-vetro, e ultimamente pin lontano-, il che non è vero, perciocché sen-za dubbio prima fiorirono-ì Provenzali » che sono fuori d'Italia, chenascessero gl’staliapi,, come chiarissimamente, dimostra Plstoria °.
Ma quando anche venissero meno. tutte le suddette, ragioni , e iltesto del Petrarca si dovesse, interpretare, secandoT opinione, del Ca-stelvetro , non per questo ridiverrebbe che gli si dovesse da noi pre-star fede : imperocché e’sarebbe, contrario a ciò , che disse Dante nel-la Vita nuova , e per. detto.del medesimo riferisce. Lionardo Aretino-nella di lui vit^ (■<*) cioè,, che il dire in, rima, incominciò innanzi aDante, circa anni cencinquantac tempo , che non,discorda dalle, me-morie dess-r^Volgar Poesia, riferite da noi,fin,qui, e nella nostra Isto-ria, e da altre , che-appresso riferiremo avendo Dante, composto (b)
■ quasi tutte le sue Opere attenenti, alla Lingua ,, e Poesia., Volgare, do-po l’esilio , che ebbe dalla Patria, P anno 1501., di modo che di que'tempi, che certamente, dovette, scrivere, la detta notizia,, ben poteva-no esser corsi imornoad anni.eencinquanta.. E in questo proposito veg-' gasi Mario Equicola('c) che ove parla sti Guirtone d’ArezzQ riferisce-le parole di Dante, le quali,nel: suo,originale ( d ) così.Eleggono: £-.non e molto numero d'anni passati,,che apparirono questi Poeti; volgari(che, dire p;r rima in volgare ,, tanto è, quanto, dire per. versta in Lati-no) secondo alcuna proporzione è segno , che sta ■ piccati tempo \ e se vo-lerne guardare in lingua doco, e in lingua di sì, (28) noi non trovici--mo cose dette » anzi il'presente tempo cent oc inquanto, anni .
• Come
(28) In lingua d'oco, e in lingua ni si*» cioè in Lingua-Prvenz.ale, e*in lingua Italiana : così spiegandosi a pag. 33 6., nelle. Annotazioni; del Sig.Dottor Anton Maria Biscioni aggiunte alla suddetta-edizione ,, (he ha pertitolo! Prose di Dante Alighieri;,~e di;Messer Gio. Boccacci \ edeslaspie-gamone ragion se ne rende colte seguenti parole -. Era costume de'nostri Ami-,*hì » volendo essi denominare il linguaggio d'ttna nazione , prendere il suo disin-*-