Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. I. 99
Come anche dal Castelvetro si cava la conferma del sud-detto nostro parere . C A P. I V.
j^>IO’ne basti per far vedere -, che con fondamento istorico abbia-mo noi detto nella nostra Istoria , che la Volgar Poesia nacquein Sicilia , e che tolse delle forme , e modi di regolatamente rimareda i Provenzali , che la precedeano ; alla qual sentenza , senza for-se accorgersene, si sottoscrive il medesimo 'Castelvetro-, il quale , do-po averla molto impugnata -, afferma , che le Rime Italiane ebberoorigine dalla Lingua Siciliana , che si •parlò da M. Guido Giudice ,e da gli altri di quei tempi, colle seguenti parole . Ma io dubito as-sai., che il Bembo non. estimaste, che la 'Lingua Ciciliana, onde fi ere- *
dono bavere origine le ■Rime Italiane , non fosse quella di M. GuidoGiudice di Mesina, e de gli altri di que’tempi, o simile \ ma quella ,nella quale sono scritti alcuni versi , li quali in Roma dell ’ anno 1540.mi furono mostrati per antichi , e come fossero della primiera LinguaCiciliana , e riputati per tali da M. Pietro Bembo , secondo che mi fit det-to , di cui erano gli originali : ma io me ne feci beffe , e so, conoscendochiaramente, che erano scritti in Lingua Ciciliana moderna di Conta-do, & in iscrittura moderna . Essendo adunque certissimo ; che tuttiquei Ciciltani , che scrissero nella Lingua di Guido delle Colonnefiorirono dentro il 1200. dalla nostra Salute , per quel , che si dirànel Secondo Volume di questa Ampliazione , per necessaria conse-guenza bisogna dire, -che nel tempo cedessero il primato a’Provenza-li , i quali il lor maggior vigore ebbero nel secolo antecedente , co-me si riconosce dalla nostra Istoria, e più pienamente dalle loro Vitescritte dal Nostradama . Nè vale il replicare , che la Lingua parlatada Guido delle Colonne potesse essere in uso in Sicilia, anche de’se-coli prima ; perché le testimonianze delle scritture ci fanno vedereil contrario , apparendo manifestamente , che assai diversa dalla Lin-gua purgatissima di Guido è la Lingua rozzissima di Giullo d’Alca-mo , il quale , secondo 1 ’ Allacci , fiorì ne gli ultimi anni del secoloprecedente: anzi nella stessa Toscana , dove il Castelvetro (a) âsser- ( a ) loc. eit,ma avere avuto sin dal suo nascimento il maggior culto l’Italiana fa -pag. 23S.velia, in detto secolo si parlava , e scriveva rozzissimamente , e convoci, c maniere molto difformi dalla sceltezza di Guido , e di ciò fatestimonianza un’antichissimo Marmo delta nobilissima Casa Ubaldi-ni di Firenze , nel quale sono scolpiti alcuni versi fatti , siccome iviapparisce , da Ubaldino Ubaldini Fanno 1184. allorché egli avendoin una caccia fatta in Mugello , fermato un Cervo a viva forza inpresenza dell’Imperador Federigo Barbarossa , che poi l’uccise tra lemani di lui , ebbe in dono per tal prodezza dallTmperadore la testadella fiera , con privilegio d’alzarla per arma gentilizia di sua Fami-glia, e fù, finché visse, chiamato Ubaldino dal Cervo. Il qual Mar-mo nella guisa, che si cruova inciso di carattere Gotico , si vede im-presso
t'tvo dalla particella affermativa del volgare di quella gente. Per tanto la lin.gita Italiana si diceva la lingua del Si' la Tedesca dell' IO, la Francese del.soi > la Provenzale dell' hoc ; e così si vada discorrendo dell’ altre lingue ,