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Volume primo.
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107
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Della. Volgar. Poesìa. Voi. L Lib. I. 107*

m Toscana , sì per quello , che in detta nostra Istoria abbiamo scrie-to[ 4] sì anche perché nelle note, adrnn libro dLLodi , e Canzonet- sa ) Z;b,re. Spirituali di varj Autori , impresso in Napoli Tanno i6o8L[£]ssiM?-46.65.dà notiziavche in detra Città, si truovaurr Poema.tuttodissdruccioli (>) Pa S-iintitolato' la Cumea,, il quale apparisce scritto a penna in pergamena.'nel principio del secolo decimoquinto ; e appresso noi si truovanovar) Sonetti: antichissimi:mescolati.di: sdruccioli v e particolarmenteuno- interamente composto di simili aversi da Andrea di- M.Bindo* •

Bisdomini Fiorentino , , tratto da un Codice M. S. della Chissana ,dove si leggono Rime di molti: Autorissie’secoli xm. e xiv. il qualSonetto trascriveremo ». allorché delle risposte sarem parola ; ed unaCanzone parimente composta dissimili versi di Bindo di M. Galeaz-ze , anch’esso Autore antico» tratta dal medesimo M. S»-la qualetrascriveremo né più né meno , quando trarteremodelle Canzoni Mo-rali. Ma circa questo verso molta licenza s’anno presagl'Itatianimo-derni , perché nel passato secolo decimosetcimo aggiunsero alla de-cima sillaba accentata sino a.cinque sillabe disaccentate» come. narra-la nostra Istoria (e) ( c ) Lib.i a .

In secondo luogo si rruova fra gli antichi , messi talvolta in uso ,^. 8 .benché assai di rado» versi di dodici sillabe, che abbiano l’accentoa-cuto sulla undeeima , i quali; noi chiameremo versi dodecametri, ododecasillabi », e, il Fausto da Longiano li chiamò ipermétri»,, come ab-biamo avvertito nella nostra;Istoria [d] e di essi fra gli altri esempjCtU Loc.cir a .può recarsene un bellissimo del Pataffio di Set' Brunetto Latini Mac- 1

sito di Dante, là dove tra’versidi»gitista misura inserisce, i seguentiPe’fallì diselli , che son troppo felli

Che fanno le:fiche con. foca favella ., ,

Ma Alessandro de’Pazzi con sì fatti versi compose intere Comme—die, e Tragedie ..Egli fiorì là.presso la metà del secolo decimosesto;e. tal; sua elezione fù poco gradita , come afferma il Varchi [ e il (e) Lezio*..qual di ce..In questo tempo medesimo, 0 poco dopo , fece Alejfandro:de’p a g-Paz.z.1 la sua Didone &c. nel tempo che fu da lui fatta , e a noi mostra- Allac.Dram,ta, oltre alla misura de'versi di dodici sillabe , e ancora di tredici,a pochissimi piaceva &c- e perché si vegga la qualità dissimi! verso , 575 ‘ne porteremo qui alcuni cavatLdalla. Drammaturgia di Leone. Al-lacci (/)

Dunque voi miei fedeli ministri andate- ^ ^ ic,ctr„.

Ciascuno a vostri uffici , accioche stano pronte~

A tempo quelle, cose, che noi bramiamo ..

Egli è però. vero , che di questo verso gli Antichi non si valserofé non-in un caso, cioè quando avevano bisogno d' allungare ì versipes cagione del bisticcio».o della rima, che avevano in mezzo, co-me circa la forza del bisticcio, si vede ne’suddetti vcrfndel Pataffio ,e in ordine alla forza della rima,"si riconosce ne’seguctrri>del Petrarf-ca riferiti.dall'Ubaldini [g ] che li trasse dal!’Originale del proprio(g) Tavd.Autore. Hocum*

Dal suo leggiadro albergo.estendo sore- mor -- Barbe-

Con mio dolore d'un bel nodo mi strinse rm,v}cevStù»,

Anzi per la stessa ragione, allungarono tal volta il verso fino a credi-

Ha ci sii- ;