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Volume primo.
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138
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i z8 De’ Comentarj Intorno Ali' Istoria

Odio chio lo mintenz.itMora di mala, lanz.itE senza penitenza:

O ria ventura , s seraTrami desto penareFa tosto chio non peraSe non minàegnd amareLo mio sire Che moraDolze lo tuo parlareEt ami inamoratoDi se oltra misuraOra lo core cangiataSaciate se mi duraSi come disperataMi metto a ‘la ventura„

Va canzonetta finaAl buono aventurosoFerilo a la corinaSai truovi disdegnuosoMa ferito chil teneAncidela sen falloPoi faccia cha me veneLo viso di cristallo.-E faro fuor di peneEt havr'o allegranza , e gusto.

Anche Guido Cavalcanti variò il commiato della sua famosa can-zone Donna mi prega &c. ove la tessitura delle rime di esso è differen-te da quella delle stanze; e riflesso Petrarca una volta anch’egli il va-riò nella canzone S’i’l distì mal &c. perocché nelle stanze il penulti-mo verso s’accorda nella rima coll’antecedente, e nel commiato egliRaccorda con una rima messa a bella posta nel mezzo dell’ultimo.

Tra i moderni poi evvene esempio di Mario Colonna vaghissimo Poe-ta del secolo decimosesto in una luacanzone > le stanze della quale chiu-dono con due versi endecasillabi, e il commiato è di due versi ettasil-labi: la qual canzone per non essere impressa tra le altre sue Rime, qui.la trascriveremo interamente, .come sabbiamo avuta dalla Le verdiana.Fuggite Amor, Pastori ,

S’amate i vostri greggi ,

Se Pan vi sia propizio , e lieto sempre ,

E d'barbettee di fioriIl pascal* vostro ondeggiNe mai grandine , e pioggia lo distempre ,

Ch' Amor tra noi è come lupo fieroInfra teneri agnelli ali aer nero.

Chi segue Amor crudeleIl gregge odia per forza ,

E non che 7 gregge sol , se stesso ancora ;

Chiude la pecchia ’l meleEntro a cerata scorza ,

Che si