(&) Poesie,divisa fogl.
So.
sb) toc.eh.fogl.50.
(c)Lib:*.delle Sestine.
f ci) Orig.Lingaita!.'«'«.'/'Sestina.
144 De’ Comentàrj Incorno Ali’ Istoria 1
stanze, come nota il Trissino (a) la quale noi non abbiam veduta*ed un’altra , nella quale si varia la-solita maniera , ponendosi nel se-sto verso della stanza la stessa desinenza del quinto, di modo che ven-gono ad esser le stanze ben di sei versi , ma non già dà sei desinenzediverse , essendo la quinta accompagnata colla sesta , come avverte 1*istesso Trissino (b) da cui abbiam cavata la seguente prima stanza dital sestina, che egli senza più riferisce.
Il gran desio » che l'amorosa fiamma
Ilei cor m'accese ne i miei miglior ami *
E tiene amor crescendo ciascun giorno,.
E terrà forse insino allultim' bora ,
Tolto da me ciascun' altro destre ,
E com'li piacermi fi fa seguire ..
Nella, quale stanza, può anche avvertirsi Tufo delle voci trisillabe , ede’ verbi in desinenza : cose ambedue ristorate dalla sestina , che no»,ammette in desinenza altre voci , che sostantivi distillai)! , (43) an-corché il Petrarca mettesse un’aggettivo disillabo nel seguente versaMia benigna fortuna , e il viver lieto , col quale incomincia una suasestina; ed in quella , che incomincia Giovane Donna &c. mettendoin desinenza la voce riva , usasse una volta in vece di quella il ver-bo arriva dicendo Sich' alla- morte in un punto s'arriva , il qual ver-so infelicemente si sforza di correggere il Dolce nelle Osservazioni(r) dicendo, che in esso ha errato la stampaestendo la sua vera le-zione Si eh'in un punto alla morte s ’è a riva .
Finalmente il Menagio (d) afferma, che il Petrarca ne abbia unadoppia d’undici stanze solamente , il. che non è vero , non avendolanoi potuta mai trovare * ancorché abbiam veduti innumerabili testidelle di lui. Rime sì stampati, come scritti a penna, ed anche diversoaltre Rime fuori del Canzonicro.
Oltre acciò Bernardino Baldi Poeta del secolo xvx. si prese licen-za d’inserire due versi ettasillabi per ogni stanza d’una sestina stam-pata con, altre sue Rime intitolate il Lauro , ed ella è la seguentech’cgli chiama festini spezzata, e la. dice sua invenzione,
Giovinetto, cultor d'òttiche fronti*
Men già passando gli anni
Vago di guadagnar virtute, e grido :
E sì m’era: lontan' desio di donna,
Com' è lontan dal centro, de la terraIl pia sublime Cielo..
jiilor mentr ardee mentre agghiaccia il Cielo, .
Quando caggion le fiondi ,
E quando il verde suo scopre la terra,lassa va i lunghi giorni , i mesi , e gli anni1Con ammortalee gloriosa donna ,,
G'hà-del savore il grido,.
-ve -> ' Seco
{'43 ) Queste-léggi della Sestina fiirono neglètte arto dal Cieco d'Adria,(he in una Juapose nella fine del verso la voce. aggiunge che everbo , edìtri-sdlaba , e la voce cieco aggettivo \ e in un'alita che è nella v. sarte dellesufRime pag,67. vi pose la voce Amore trisillaba , e ^aggettivo belli