Band 
Volume primo.
Seite
157
JPEG-Download
 

Della Volgar Poesia Voi. I. Lib.II. 157

Udite monti alpestri li miei versiFiumi correnti , e riveUdite quanto per amar soffersi ••

Udite i miei lamenti, Anime dive-,

Et voi che insino al sommo colme seteDel nostro dagrimar , fontane vive .

O boschi -ombrosi , e voi riposte , e chete

Strade selvagge , a cui il mio stato è chiarorO chiuse valli, a sospirar segrete -.

Soave colle, e fido porto, e caroOselle tempeste quando Amor. mi affale,

Mentre ardere, & tremare insieme imparo, . • :

Udite come l’amoroso fraleQuando al cor passa, poi non sana maiIl colpo, che difesa far non vale .

E poiché harete intesi i -nastri guaiPiangete meco fi , che il senta quellaChe avermi morto non gli par affai . ' > .

Ascolte ne i miei pianti la novellaChe aspetta, e chiede ognior con tal disioUalma spietata, e di mercé rubella.

Et tu, crudo signor, del dolor mioPrendi vaghezza, poiché fi diversiAlici prieghi non ti fer mai dolce , o pio-,

Piangano insieme gli angosciosi versi ;

Spirti gentili , e ignudiUdite quanto per amar soffersi .

Chi vide mai dolor tanti, e si crudi

Chi mai ludi ne i nostri, o ne i primi anniQual mente è tal che nel pensier gli chiudi-,

E così seguita fino al fine.

In secondo luogo ètregola inalterabile, che i serventefi di terzettiabbiano un verso dopo l’ultimo terzetto, il quale si accordi nella ri-ma col secondo verso di esso, che altramente resterebbe sciolto. Con-tuttociò Nastagio da Montealtino ne fa uno senza simil verso in lodedi Santa Caterina di Siena, nel tempo della quale, che morì sanno1380. egli fiorì ; e tal serventese è impresso (dopo il Trattato della Di-vina provvidenz,a di detta Santa, ed incomincia. <

Din verità mia pigra tu che faiO sciocca : 0 lenta de perche tu dormiVedi chel tempo fugge , e tu ti stai

Fa che coll intelletto fi conformiAdir ài questa Sposa di Gies'n

Cresi. Ist. Edg. Poesia . Tom.I. E 5 Chel

Poich’io non posso aver vita nè morte

Che amor fra quei mi tien con sua facella,

Per sfogarmi i dirò mia dura forte.

Fatal mia iniqua stellaD’ogni mio ben ribella e crudi cieli,

Paté conforme al mio stato favella.

/