iz8 ; Ve' Comentar j Intorno AH’ Istoria
(a) Fogl.489 .atcrg.
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Chel mondo move a fi leggiadri stormi .
E chiude.
E ta Rosa vermiglia fenica spinaCi guardarai a quelle cose belleChai acquistata a tanta disciplinaE Lorenzo di Giovanni di Taddeo Benci Fiorentino ne fa uri’al-tro per la Notte di Natale dell’anno 1435. che sotto nome di Laidasi truova in un Codice di Laudi del B. Giacopone, ed’altri M.S. nel-la Chisiana (^)-ed in esso in vece del verso finale antidetto , ponetre versi : il primo di fette sillabe rimato colTanrecedente, e gli altridue d’undici rimati tra loro . -come .si'riconosce dall’istesso fervente-se, che è il seguente . .
O quanto è grande la tua caritàLa qual ci ripresenta tua venutaBanbino in carne sonma veritàBen e crudel di noi chi non fi mutaDal viz.io , e dal peccato a diritturaPoichen tal modo il buon Jesh ci aiutaO quanto amor ci mostra-, 0 quanta curaTAir noi privati dell'eterno RegnioDisciese qui per metterci in alturaDi Dio fatto huomo questo signior degnioCon tanta umil ita e però venneJVell' umil Madre , e poi umil neleghioGloria nel Cielo, e pacie quaggiù- dienneAgli uomini di buona volontateE nel partirsi simil modo tenne .
Perche la pacie a tanta nobiltate
Che con quante possiede ciascheduno e
E nel partire an poi la reditate-.
De con le man ! levate
* Al Ciel grazia rendiamo a . quel Banbino ,y . :
Di Dio fatto huomo per far luom divinoE finalmente Giorgio Summaripa, che nelssecolo xv. tradusse in'terza rima le Satire dLGiovenale,«comechè aggiunga il quarto versonel fine de’capitoli giusta il consueto , nondimeno fa Tantecedent-e disette sillabe nel modo,* che siegue.
Ma provarò poscia che vivi in terraNon vuol riprenda sua vita meschinaA dir di quei sotterraIn Flaminia sepulti, e via Latina .
Inoltre abbiamo osservato, che sebbene i îervenresi sogliono sempreessere assai lunghi, e diffusi, perché sono di facile composizione, co-me avverte il Trissino , non di meno talora se ne truovano de’ cor-tissimi, come sono per lo più quelli inseriti per la Traduzione degliElogj del Giovin fatta da Lodovico Domenichi ; ed in Siena sopraceree pitture trasportate Tanno 1408. insieme coì muro dal luogo ,dove stavano, alla Cancelleria detta di Mercanzia , ve n’era scrittodi carattere di que’cempi uno di tre terzetti col suo verso finale , il