Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. IL 181
E spoglia de la, ricchez,z,a , che gli dii lo- MaggioLo saggio , e come piti, e più feroce orgogliaDispoglia de lo pisi folto bosco lo ramaggioNon haggio timor , dice lo Lauro,, che chi sfoglia ,
Difcioglia da me la fronda , che non ha paraggio-,
Vantaggio dammi lo Cielo ; onde frema a sua vogliaLa voglia di meo nemico: no.Ilo havrò danaggio~
S’adira fra le nubi spesihor i aereo Giove yE piove, e se’n lui cresce lo furore, e i iraSospira forte tonando, e sparge fiamme, e foco »jì gioco prende lo Lauro le tremende prove,
Ne move la bella chioma , che lo Celo ammira »
E spira in lei valor dal glorioso- loco-.
Ma queste , ed altre sì- sacre maniere , che per bizzarria furono ri-suscitate da i suddetti valenti Uomini nel secolo xvi. ebbero grandespaccio nel xvi-i.. col mezzo di Lodovico Leporeo , delle cui Poesieabbiam parlato nella nostra Istoria, e diremo qualche cosa anche ne'presenti Comemarj a suo luogo; ed intanto Termineremo il ragiona-mento del sonetto con una vaghissima bizzarria, che in questo propo-sito si truova. tra i Diporti dell'Accademico Crescente impressi in Urti si-ici es Panno- 1656.. Sotto'questo nome si cela Leopoldo Guglielmo a ^ ^Arciduca d’Austria figliuolo di Ferdinanda IL Imperadore [a) che \ amue \,Khy~fiorì, sin- che viste, cioè fino al Panno r66a (b) imperocché fin da i t bmic-. pag.suoi più teneri anni di tal maniera s’ applicò allo studio della Lin*- 15. & 249.gua Toscana , e della nostra Poesia , che tra i più colti dicitori , e (b ) Cafer.Rimatori. Italiani ottenne ben degno luogo. Grande fu sonore , che Synthem. ve-ricevette dasPArciduca Uraliana favella; ma aliai più grande fu quei- tufi^pag, 165.lo, che le risultò dalla protezione, che n’ebbe , come diremo nel se-guente Volume , P Imperadore Ferdinando III. di gloriosa memoria,il quale tuttavia le vien continuato , e grandissimamente accresciutodal Regnante Augustissimo Imperadore Leopoldo , che benignamen-te risguardandola, e perfettamente professandola , Pha innalzata-, emessa in sommo pregio nella sua Imperiai Corte , ed in tutte le piùri gu arde voli della Germania , nelle quali, al pari , che nel P Italia orsi professa : di modo-che con ragione debbe dirsi , che se gP Italiani-le an dato Pesiere, dalPAugustisììma Casa d’Austria ha ella ricevuto-li colmo della sua grandezza, e del suo splendore. Nelle suddette Ri-me-adunque dell'Arciduca Leopoldo Guglielmo , oltre alla scelta de’ -sentimenti , e alla-felicità della condotta , si riconosce un pienissimomaneggio della frase Italiana , e un’ egual possesso della-Lingua- piùpurgata , e cospicua : al che per ìsventura del secolo , nulla, o pocobadavano in quei tempi la maggior pane di que’nostri Compositori,che facevano- strepito, ed esigevano tutta la stima . Ora il mentovatosonetto ha due ordini di rime diverse, l’nno in mezzo, ed'è di rimetronche, Passio in fine di rime intere, nella guisa seguente.,
Nasce per sua bontà i alto Motore -,
Ih un presepe vii, e in mez^z.o al geloCoperto di un fottii povero velo.,
Non ritrova pietà, d'amor l'autore t.
Lovero nudo Jsà , maggior stupore,, Sia