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Volume primo.
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180
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■îSo De’Comentarj Intorno Ali’Istoria

<a) Lìb, i, nellacui Raccolta (a) si legge impressa. EUa è un’immitazione delpri-fogUvi, mo de’due sonetei di Dante da Maiano dati di sopra , se non che larima di mezzo del primo verso del secondo quadernario , s’accordacon quella di mezzo del primo verso del primo , e così avviene an-che ne’terzetti.

Sì grave doglia il cor per voi sostene

Ch'a perir vene : Amor pia Hanno in annoDoppia il mia danno , e fermo in ciò mantetteLo stil , che tene , il crudo empio tiranno .»

Contra mìa voglia ohimè forza, & ingannoSeguir me'l fanno, e Calma è fuor di /peneCh'ogtChor non pene \ anz'i mar tir verrannoPer troppo affanno a trarla un dì di pene .

Ne se per morte al duol sera, e pungente , -Che'tt vita sente, il duol sottrar la deve,

Punto più leve in se vuol, ch’ei divento*

Anzi più forte ognhor lieta il riceve ,

Perch'a sì greve aswo martìr possenteCada repente , e n’haggia il fin più breve .

La terza è del Cieco d’Adria, ed ha con se maggior’obbligo , che- non ha quella usata da Dante da Maiano nel secondo de’ suoi sonettidati di sopra, perciocché annovera fino a quattro ordini di rime : tuaegli è pure il solenné guazzabuglio.

A un tempo temo, e ardisco, ardo, & aggiacci»

Quando ali'aspetto del mio amor mi fermoE stando al suo cospetto, a l’hor poi fermo ,*>

Godo, gemo, languisco, guardo, e taccio.

Al gel m’apprendo, e al gran foco mi sfaccio ;

Nasco, e mi scorgo morto, sano, e infermo.

Casco -, e risorgo, mi dò in mano, e schermo . JAl Ciel’ascendo, e in humil loco giaccio . !-v<i le

Per la mia donna hor merto, hor vil mi trovo,

La speme caffo, e spero, offro, e ritaglio,

Ho pene, e gioia, ho pianto, e risi alterno,.

Per Madonna stato erto, & humil provo:

Vo baffo, e altero, hor soffro, hara mi doglio:

Ho bene, e noia , Paradiso, e Inferno .

E finalmente la quarta è del Baldi , ed è quell’istesso sonetto , dicui più volte di sopra abbiam fatto menzione , nel quale senza ag-giungessi alcuna rima nuova , si ripetono le medesime rime ordi-natamente , di modo che una consonanza fanno nel fine de’ versi ,ed un’ altra nel principio , con qualche piccola differenza però ne’terzetti.

Oltraggio fact lo verno ad ignobile foglia

Espo-

* ntlle annctanioni a tal Sonetto soggiunge , che Dante da Maiano fece dosonetti con queste rime, non però regolari come è questo dell’Autore,il quale ha seguito la via del Glarilììmo Veniero , che riducendo quellomodo di rime alla maggior perfettione, che si possa, ne ha scritto due ma*ravigUosi sonetti, &c.