Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. II. 183
ma di dialogo ; e finalmente di rime unisone , di parole acrostiche *e d’altre simili spezie : ma perché sì queste, eh’ogni altra , seno co-muni a tutti gli altri componimenti Toscani , però di esse parleremoopportunamente a suoi luoghi . Non però mancheremo di dire alcunacosa in ordine alle chiuse di essi, le quali l’opinione de’Letterati le harendine molto varie : imperciocché, tralasciando gli Antichi incapa-ci di sì fatta considerarsene, elle furono avute in gran comoda! Pe-trarca, nel cui Canzoniero pochissime sono quelle, che o per senten-za , o per crescimento d’orazione , o per altra cagione , non sienorisaltanti , e riguardevoli per lo più sopra tutto il resto del sonetto*.
Il Bembo, ed altri accorti legnaci di lui laminarono per la stessa via;ma pure nel secolo xvr. v’ebbe de grandi Uomini , che delle chiu-se , anzi de’terzetti-, non'-fecero conto alcuno ; e giudicarono , chetutto il buono de’sonetti dovesse consistere ne’quadernari -, In questaguisa adoperarono , tra moltissimi altri , i due eccellenti Poeti Gio-vanni Guidiccioni, e Torquato Tasso : contuttoché il secondo aves-se, oltre ali’esempio del Petrarca , e de’seguaci suddetti , quello delCasa, che molto accuratamente si portò nelle chiuse , e del Co sta ti-ro , che per vero dire in questo particolare si lasciò dietro di granlunga ogni altro . In grandissima stima , ma infelicissimamente -, el-leno furono avute nel secolo xvn. perciocché la serietà , e gravitidel secolo antecedente si cangiò in bizzarria, e scherzo col mezzo d’antitesi , di concettuzzi, e di risalti di gran rumore , e di poco pre-gio. Ma ne’giorni nostri , avvegnaché abbian le chiuse fatto ritornoall’anticha nobiltà, nondimeno v’ha pur non pochi, che si contenta-no di terminarvi il sentimento, senza badar punto , se le ‘sieno debo-li, meschine, e infelici.
De' Madrigali . CAP. XXII.
T RA le Composizioni Liriche Toscane Pultima, esse tragga'Pori-gine dalla Provenza, è il Madriale, o Mandasele detto oggi co-munemente Madrigale-. Che egli venisse dalla Provenza 1’ affermaGiovan Batista Doni ( a ) ma donde si prendesse tal denominazióne {^)Compeni.varie sono le opinioni. Due ne riferisce il Bembo {b ) né mostra d ’ del deinclinare più ali’una , -che ali’ altra . La prima si è -, che simil voce 7^ delìaderivi dalla materia , per cantar la quale fù ritrovato questo compo- 'nimento; ed i seguaci di sì sacco parere stimano, che ella fusse gros-r[ ])p ro s,l, z .sa, rozza , umile , e vile , e per conseguenza materiale; ed a questa 'opinione tra gli altri s’attiene il suddetto Doni (c) La seconda si é,( c ) Loc.eit.che proceda dalle Mandre , conciossiacosaché così più , che in altromodo , si cantassero i Pastorali Amori -, ed i Boscherecci avvenimen-ti; ond’ é che il Petrarca , il Boccaccio , e Pranco Sacchetti per os-servazione di Gio. Batista Strozzi ( d) 'nella Lezione sopra i Madri- (t) Tra legali, ed anche d’altri, per ho più non parlassero ne’Madrigali, che d’ altre f He le -acque, valli, piànte, ed altre rustiche cose . E di questo parere seno I 9S-
il Trissino , il Dolci, e il Minturno, là dove nelle loro Poetiche ra-gionano del Madrigale , lo Strozzi suddetto, e Ciro Spuntone nelDialogo del movo verso enneasillabo , e il Menagio nelle Origini della,
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