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Volume primo.
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184
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{a) Aliava-te Madrial.

(b) Fol,219.

(c) Vagì. 65.

T'84 De’Comentarj Intorno AH' Istoria

Lingua Italiana (a) e con questi cammineremo ancor noi, parendo-ne la più comune . Oltre a queste evvene un’ altra del Come Mat-teo di San Martino nelle sue Ofservaz,ieni Gramaticali , e Poetiche(b) il quale stima, ciré il Madrigale ricevesse il nome dalle Mandre:non già delle pecore , ma delle canzoni , perché egli è simile ad unastanza di esse : parere per verità il più strano , che mai possa darsi .Ora il Madrigale è il più breve componimento lirico , che sia stato•usato da’buoni Autori ; ed aneli’egli ha patito non poche variazionidi tempo in tempo, e nella quantità de’versi , e nella lor qualità , enella concordanza delle rime. Circa la quantità de’versi, i, primi Pa-dri non usarono di farne di minor numero di sei versi , nè di mag-giore d’undici; siccome ciccala qualità, non vi .misero in opera, cheversi interi d’undici sillabe; e queste leggi furono osservate in fino amolti anni del secolo decimoquinto, come affermano tutti i miglioriScrittori della Ritmica Toscana . Contuttociò in ordine alla quanti-tà de’versi stima Ciro Spuntone ne!l’ antedetto Dialogo , che gli An-tichi non avessero legge alcuna, e produce per pruova del suo parereil componimento di M. Cirro, che incomincia. Deh ascoltate come ilmio sospiro , e quei del Petrarca , che incominciano . Amor quandosorta &c. Quel foco &c. Perché quel che mi trasse &c. Di tempo intempo &c. ma questi componimenti tessuti di maggior mutuerò diversi , che non è il suddetto , sono ballate , e non madrigali; e cosìle chiamano tutti , e spezialmente il Trissino , di cui lo Spentoneperciò irragionevolmente si ride ; e però del suo parere noi non fa-rem conto alcuno.

Per quello poi , che risguarda la qualità , Antonio di Tempo dicefrancamente , che ne’madrigali possono inserirsi versi rotti , cioè disette sillabe, ed anche possono tessersene con essi interamente : la qualcosa egli non avrebbe al certo affermata , se non avesse trovati degliesempj nel secolo precedente al suo, che fu il primo della Volgar Poe-sia. Ed appunto tale è il seguente di Guido Cavalcanti stampato nel-la Raccolta de’Giunti (c) in cui non solamente sono inseriti ettasil-labi, ma il numero de’versi esce dalla regola mentovata.

Se m'hai del tutto obliato mercede ; '

Già però fede il cor non abbandona:

Anz.i ragiona di servire a gratoAl dispietato core.

E qual ciò sente simile me non crede ;

Ma chi tal vedeì certo non persona ; - •

Ch' amor mi dona un spirito in suo flato,

Che figurato muore-.

Che quando quel piacer mi siringe tanto,

Che lo sospir si muova ;

Par che nel cor mi piovaUn dolce amor fl botto

Ch'io dico: Donna tutto vostro sono. m'..!' •;./ ..

Ma ancorché fino a’tempi del Trissino, e del Minturno si man-tenesse viva 1’opinione delle suddette leggi del Madrigale ; . nondi-meno ne' medesimi furono rotte affatto ; e i Poeti dei secolo deci-

ìnose-