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Volume primo.
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217
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Della Volgar Poesia Voi. î. Lib. III. rr?

D'iypocrene :

Alo vi il piede frettolosa ,

E qui posa

A spiegar d'un semìdeoIl trofeo .

Il trofeo d’altl pregi &c.

E così seguita fino al fine , ripetendo Tempre 1* ultimo versetto dellastrofa antecedente nel principio della seguente.

Nell’Indice finalmente della Libreria de’Giunti , là dove si parladelle Poesie Musicali , che insieme colla Musica in essa si truovàva-no impresse , leggesi fra l’altre cose la seguente nota Corona di Ma-drigali iti morte del Caro : ma che cosa sia tal Corona, e come com-posta, noi non potiam dire, perche non è mai capitata sotto la no-stra vista.

Or benché questi incatenamenti non sieno mai arrivati ad esserfatti coll’artifîzio, ed ingegno, che si riconoscono nelle perfette Co-rone di sonetti riferite di sopra , nondimeno guari non è , che noivolemmo tentar di farne uno sulle leggi di quelle ; e per vero direnon poco grazioso ne riuscì. Rappresentandosi nel nobil Collegiodementino di Roma la Tragedia della Rodogona trasportata dalFrancese in nostra favella.da D. Filippo Merchi Somasco Rettore delmedesimo Collegio: tra gl’intcrmedj di essa, uno ve ne fu, nel qualegiocava mirabilmente di bandiera Carlo Emanuello d’Este Marchesedi S. Cristina, fanciullo, il cui senno, ed il cui spirito molto supe-rano Feci , il terzo lustro non eccedente . La maraviglia di questofatto ritornò in parecchi amadori di Poesia, che vi eran presenti , lamemoria de gli Eroi di quella nobilissima Casa, canto benemerita de’Poeti : e particolarmente si ricordarono del famoso Rinaldo così ce-lebre nella spedizione di Terra Santa sotto Goffredo : di modo che anostra persuasione si mossero a pubblicare in lode d’ un Giovanettocosì valoroso, una corona d’ottave lavorata a misura di quelle di so-netti: e a noi diedero l’onore diresser Lottava magistrale, la quale in-sieme con tutto il resto, benché sia impressa, nondimeno qui trascri-veremo, e servirà per saggio di simili componimenti, tanto faticosi,quanto leggiadri.

Dell’Abate Domenico Passione!,

E’alto vessilo , ciò or trattarsi io miro ,

Gonfio d’aure di gloria il volo prende ;

E quei sudor , eh'ampio sentier gli aprirò ,

Lo chiaman già tra batezjt-ate tende

Contra il Medo crudel, contra l’ Assro ;

E pien di giusta speme il Tebro attendeSovra lire dell'Asia oltraggio illustreDalla tua man mirabilmente industre.

Di Domenico Bulgarelli.Dalla tua man mirabilmente industreChe mai di grande il mondo oggi non spera ,Prode Signor , s'anco in età trilustreTratti si ben la tremola bandieraiCreste, Ifi, Volg. Poesia . Tom,I,

Quel ,

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