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Volume primo.
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216
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Li6 De Comentarj Intorno AH’Istoria

Brevi, ma belle sono , '

Picciolo e fi, ma prezioso dono .

Dunque, Donna Reale,

Deh gradirlo vi piaccia,

Perck'io mai non mi stanchi , e mai non taccia'.

Dunque, Donna immortale,

Se di farne io m'ingegno ‘

Novo monile , hor non I'haggiate a sdegno : -Perche di pregio eguale '** -

Non è lucida gemma - - -

quella, che vi pende, e st tingemma ; cNò tra le brine, e’I gelo. Ha raggi piti lucenti

Stella-, che desti gli odorati venti.

Ne tra le brine in Cielo &c.

E così seguita per molte strofe; ed in fine v’è il commiato colla stel-la )?^.rzo. sa legge. Ed il terzo, tolto dalle medesime Rime esposte (ve) è pari-mente in istrofe di canzone, intitolato catena; il primo verso d’ognistrofa di cui è composto della metà del verso ultimo , e della metàdeU’antipenultimo della strofa antecedente, così «

Illustre Donna, e pin del Ciel serenaDa' chiari occulti lumiMille versate ogn hor gioie, e dolcezze ,

E fanno pretiosa aurea catenaGli Angelici costumiE le vostre celesti alme bellezze:

E ’n sì leggiadri modi _ |!

Per far più sempre un bel desio contenteNon fi congiunse mai l'oro , e l'argento .

Doro, e l’argento in sì leggiadri modiMai non s'accolse , o prese ,

Come voi ne sembrate adorna, e vaga-,

. j E tutte fiamme son l’humane lodi,

E vive stelle accese

Son le divine, onde 7 pensier s'appaga:

Ne fra ventosi campi,

Se di candide nubi il Cielo è carco,

Tauto suol variar col suo beli'arco .

Col suo bell'arco infra ventosi campi &c.

E così seguita per molte stanze, col commiato in fine, che fiala me-desima legge, se non che il primo verso di esso dovrebbe essere ende-casillabo, giusta le regole del commiato, ed egli è ettasillabo. Oltrea i predetti uno vaghissimo se ne legge tra gli Scherzi de gli Acca-demici Trasformati di Lecce raccolti , e dati alla luce da Pier Giro-lamo Gentile Panno 1605. egli è di Pompeo Paladini Letterato molto-riguardevole, che in quella Accademia prese il nome di Ladino; eiasua tessitura è la seguente.

Scendi scendi , 0 bella Clio ,

Dal bel rio, e dall'arene

D’It