Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. IIL Li-
Deli’Abate: Gio.Batista Gambarucci.
Sk'l pio Giordan la sacrosanta' insegna'
Il suo raggio immortal più non distende".
Ma spero ben nella ù chiara , e degnaVirtù , Signor , che il nobil cor faccende :»■
Che svelta un di la Tracia Luna indegnaDal!alte Torri , ove or superba splende ,
Ter te colà'tornii a spiegarsi in giroValto vessilo , eh'or trattarsi io miro.
Di Gio.Mario Crcscimbéni,
Isaito vessillo'-, eh’ or trattarsi io miroDalla tua man mirabilmente indusre ,
Aloflra qual vive in te iiobil'destroDi torre a*prischi Eroi lor gloria illustre*
Segua ad empir suo glorioso giroLa tua , Signor-, tenera età trilustre :
Far atti un dì spiegar virtù più degnaSh-’I pio Giordan la sacrosanta insegna*
Delle Ottave , che si cintano ali’ improvviso , e d’ ogni altra sorta diverseggiare improvvisamente * C A P. XI.
M A prima di terminare il racconto de' legamenti non tralascere-mo di dire qualche cosa circa le Poesie, che si cantano all’im-provjâso , perciocché aneli’esse a’tempi nostri sono attenenti , evanno tra le spezie delle corone , e delle catene, richiedendo perinalterati legge, che l’ultima desinenza d’ogni stanza, o strofa, diala rima alla stanza, o strofa seguente; e benché anticamente tal leg-ge non vi false, come si cava dal Ruscelli,! che nel Modo di com-porre in versi Italiani {a),- non l’annovera tra le leggi, che dà agi’ (a )Cap. 7„improvvisatosi ; nondimeno Buso de’’nostri tempi è in contrario ; econ ragione , perché in tal guisa improvvisandosi ,, si chiude la stra-da ali’improvvisatole dr dire roba- imparata a mente. Ora l’usod’im-provvisare Toscanamente noi stimiamo , che sia stato sempre vivo ,dal tempo, che nacque la nostra Poesia: contuttociò: per la scarsez-za delle notizie intorno a questo particolare , siamo costretti d’ inco-minciarlo-dal secolo xvi. nel quale, come afferma il Ruscelli f b ) {°'i^«c,cir*fu assai frequentato ; ed il metro , che universalmente allora in ciò*
5'adoperava, era l’ottava rima, benché secondo il Doni (r)a’Mar- ( c ) Marmimi di Firenze si solesse improvvisare d’ogni sorta Poesie. Famosi stimi pari. 1. ra-in questa cosa sopra tutti gli altri furono Pausilo Sasso da Mod'ana, son.j.pag.come vuole il Giraldi [ ds ed un Poeta Fiorentino riferito dal Ru- l0 7 - dell" t~scelsi ( e ) il quale aprendo qualsivoglia Poeta Latino , e mettendo- dts.del Mar-selo avanti sopra una tavola, e sonando- la lira, veniva improvvisa-mente cantando, e volgarizando i di lui versi , e facendone stanzed’ '■' ó/WiTottava rima con somma leggiadria di stile , e mirabile felicità , e ^eioet^diaùprontezza. Questa Poeta Fiorentino non sappiamo chi suste, non a- It pag! 43.vendo il Ruscelli lasciato scritto il nome di lui : può ben però essere (e) Loc,cit0stato Cristoforo Fiorentino detto l’ Altissimo , il quale fu laureato
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