Band 
Volume primo.
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236
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LL6 De Comentarj Intorno All’Istoria

Abate Regner trasportassero in nostra lingua con bella felicità le cosed’Anacreonte medesimo ; imperochè elleno non valsero ad allettarequegl’ingegni restii , e dal miglior senno lontani » ancorché apparis-sero molto acconce alla grazia, e alla dolcezza dell’ Italiana favella,come dimostrano le mentovate Traduzioni , e l’altra poi pubblicatadali’eruditissimo Abate Antonio Maria Salvini; e dimostreranno quel-le, che sospettano, de idottissimi Alessandro Marcherei, e Pier Fran-cesco Tocci . Ma a gli anni nostri , che , come abbiam detto in piùluoghi dell’ Istoria , il nuovo gusto, che , per corruttela del seco-lo , non già per îscarsezza d’ elevati ingegni, la Volgar Poesia avevaoccupata pe’l corso d'un mezzo secolo , è oramai quasi generalmenteito in disuso » mercé dello studio delle chiarissime nostre Accademiedella Crusca, c d’Arcadia, e anche d’altre, e dimoiti egregi Lettera-ti , insieme con tutti gli altri nobili , e autorevoli caratteri , ancoquesto delle Anacreontiche si vede » non pur ritornato al suo prende-rò decoro , ma , se è lecito dirlo , anche accresciuto professandosida molti valenti ingegni con- sommo artifizio , come si riconosce daquelle impresse dell’altrove lodato Canonico Benedetto Menzini , ecome confermeranno un giorno quelle del Conte Lorenzo Magalottiftimatissimo Letterato,, e quelle di Francesco del Teglia, delle quali,,perciocché non sono impresse, stimiamo obbligarci la Republica Let-teraria col dare un saggio . Di quelle adunque del Conte Magalottifarà saggio una ditirambica del seguente tenore .

Brindis , brindis al sovranoRegnator del Polo algente ,,udì sereno alti potentePennazzurro Tramontano ,,

Adira come furibondo

Scappa là da quella foce,

Come rapido,, e veloceCorre ’l cielo, e 7 mar profondo!:

Vedi , vedi come fulminaDal cavallo volatoreSu ’l Libeccio usurpatoreCome alzando ognor s’inculmìnalCome dietro gli galoppa !

Come acquista ad ogni passo !

Già raggiunto e quel GradassoGià guadagnali la groppa.

Beco s’alza in su l’arcioneBeco lancia la zagaglia :

Ogni scherma , ed ogni magliaContro questa invan Poppane.

La zagaglia diamantina ,

Che d’un ghiaccio asciutto, asciuttaDi sua man tirata ha in tuttoU Appennìno in sua fucina.

£’Affricano malavvezzoGià pin anni a fare il Pesta,,

Ai ca-