Della Volgar Poesia Voi. L Lib. Ili,
Al calar di quella botta-,
Che già il collo gli ha scaverò ,
Cede il campo, e sì di brocco ' - - ,
Quegli alon di PipistrelloSpiega ratto, e via bel belloSe la coglie in ver Marocco •
Quel di nubi, e di bufereFolto esercito infinito,
Che levato in fu quel lito,
Servin sotto a sue bandiere ,
Volto in suga il CapitanoSenz.a capo, e senz^a nervoD’alcun corpo di riservo,
Si disbanda a mano, d manoQual se Lupo in sul mattino - ■
Di notturna fame armato,
In due slanci è a mezzo il pratoDel bel pascolo vicino :
E La greggia, che in rugiade \
Sugge sangue, e pasce vita,
Muove in folla sbigottitaA fuggir per varie strade:
Agli slanci, alle volateDel tremendo saltatore,
Del tremendo volatore,
A i nitriti, alle sbruffate ,
A i nevischi, ed alle brine,
Onde Paria fende, e siede ,
Il guerrier, che su vi fiedeTutto in armi cristalline ;
Salva, salva, a rompicolloNebbie, nubi, e nevi corseFin dal mar di qua trascorseA far d'acqua il Ciel satollo .
Già diradarti ribelli:
Già da un rotto del suo veloScappa fuori al, Dio di DeloUna ciocca di capelli.
Qua rischiara , là serena :
Tusto agghiaccia , e pure il raggioDolce è sì, che un pin bel maggioMesso in gielo ne rimena.
Vedi in faccia VallombrofaPreparare in gran diamantiRicca dote a ì mesi amanti,
Ond ’ aspira a farsi sposa :
Tutto il monte, e la collinaTutto il piano brizzolatoD , un bel verde, e un bel lattatoCresc. Ist, Volg. Poesta . Tom.L
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Di
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