Della Volgar Poesia Voli Lib. III. 2.45
(70) da M. Lionardo Giustiniani Poeta del secolo xv. le quali 6 can-tavano aneli’effe in que’ tempi , come le Laude. Ma con tutto questose ora è andato in disuso il comporne per cantarsi, non è totalmen-te andato in disuso il canto di quelle anticamente composte , usan-dolo aneli’oggi la Compagnia d’Orfemmichele in Firenze ; ed'essen-do quivi ancora in essere nella Chiesa di S. Croce una Compagniaappellata delle Laude.
La maniera poi (71 ) del canto, che in questa cosa si adoperava »era quella, che noi chiamiamo canto fermo, o a quella simile ; e so-leva farsi a più voci , come si cava dalle Annotazioni al Novellieredel Boccaccio del dedizione di Vinegia per Gabriel Giolito de’ Ferra-ri 1546. le quali voglion, che sieno di M. Francesco Sansovino ( a ) ( a ) Ltichia-Nella nostra Città ( cioè in Firenze , la quale il Sansovino chiama rat. di tuttasua Città, perche sebbene nacque in Vinegia , egli fu originario da !vocaboli allaMonte Sansavino nella Toscana) ( b) vi sono alcune scuole â’ Artìgia- voce Laudesi.ni, tra le quali ve quella d’Orfanmichele , e di S. Maria Novella . (M Girai.Questi ogni sabati dopo nona s'adunano in Chiesa r e quivi a quattro voci G ^ l ^ in ‘cantano cinque, 0 sei laudi, 0 ballate composte da Lorenzo de"Medici ,‘s r ’^ r on stst^dal Pulci, e dal Giambullari, e ad ogni lauda si mutano i cantori , e e ss" ,Iafinito , a suon d’organi, e di voci scoprono una Madonna, & è finitalafesta . E questi tali, che son detti Laudesi , hanno sopra ejfi un Capo ,che fi fa chiamar Capitan de’Laudesi .
Ma circa i metri, ne’quali si componevano , basterebbe accenna-re, che anticamente in qualunque metro di canzoni, ballate, e bar-zellette, ed anche in qualche sorta di serventese si truovano compo-ste ; come dimostra il suddetto Codice Chisiano: rna i più a noi vi-cini s’attennero alle fole canzonette, come si vede nel mentovatoVolume del 1628. Contuttociò, perciocché fono cose, che poco gi-rano per la Repubblica Letteraria, in grazia di chi è vago delie an-tichità, daremo alcuni esempj delle più antiche, i quali abbiam tol-ti dal suddetto Codice della Chi sian a , e sono tutti d’Autori, che fio-rirono nel principio del secolo xv. o in quel torno; e primieramentene daremo una di Crisostomo Giefuato, il quale vivea, siccome indetto Codice è scritto, Fanno 1399. E’ ella in metro di ballata re-plicati: e si truova anche stampata in dette Raccolte del 1556. e del1578. con non poca diversità, e sotto il nome del BiancoIngiesuato .
Sempre ti sia in diletto
Chel mondo anima mia sabbia in dispettoSe’l mondo ti dispetto, anima mia
Di ciò
(70) Riferisce il Cionaeci , /, c, a pag.io. che detto libro ì opera , non deiGiustiniano, ma di M. Castellano Castellani.
F71) Del canto adoperato anticamente nelle Laudi , n’ abbiamo un saggioin una Raccolta fatta dal P. Serafino Razzi con questo titolo : Libro Primo® e “ e Laudi Spirituali da diversi eccel. e divori Autori antichi e modernicomposte, ec. con la propria musica, e modo- di cantare ciascuna Laude,come si è usato da gli antichi, et si usa in Firenze , Raccolte dal P. Se-ranno Razzi Fiorentino, dell’Ordine de’Frati Predicatori, ec. In Venezia,ad -stanzia de’Giunti di Firenze, 1563. in 4. Per altro il canto delle Laudiestere stato il medesimo che quello delle Canzone a ballo , chiaramente rateo~gitesi dalle sopraddette più antiche raccolte di Laudi .