30 Q De’Comentarj Intorno Ali’ Istoria ;
to d’arie, e talora ad una voce ) talora a più; e se ne sono fatte , efanno anche miste di drammatico , e di narrativo . Questa sorta diPoesia è invenzione del secolo xvii. perciocché nell’antecedenteper la musica servivano i madrigali, e gli altri regolati componimen-ti; e noi troviamo, che sotto le note furono messe in que’tempi an-(a ycatalog. che le bellissime Stanze del Bembo . (a) Del primo Compositoi- dihibliot. Jun~ Cantate, noi non abbiam notizia, ma il Ombrerà, ed il Tronsarel-&nr.Fiorente li furon certamente tra’primi , e ne composero parecchi , che vanno464» con titolo di Drammi musicali in quel torno alcune ne fece ancheFulvio Testi; e crebbe il lor’ uso a segno, che infinite se ne veggo-no; e tuttavia se ne fanno senza risparmio: fendo elleno certamentela leggiadrissima cosa, e il più bello , e gentil divertimento , chemai possa prendersi in qualunque onorata , e nobile conversazione:massimamente allorché sono messe in musica da eccellenti Maestri,come sono tra le antiche quelle del famoso Alessandro Stradella, unadelle quali nonhaguari , che con molto applauso fu cantata nell’Acca-demia del Cardinale Ottoboni da Andrea A dami, detto il Bolsena,egregio professore di Musica nella Corredi Lui, e Maestro della Cap-pella del Papa; e tra le moderne quelle di Gio. Bononcino, che ora sitruova nella Corte Imperiale, e quelle di Carlo Cesarmi , e di Filiptpo Amadei , che vivono al servigio il primo del Cardinal BenedettoPanfilio , e il secondo del mentovato. Cardinale Ottoboni ; e di nonpochi altri buoni professori di Roma; e tra i Forestieri quelle d’Ales-sandro Scarlatti, del Pollatoli, del Ziani, e di moltissimi altri . Orasì fatte cantate, quando si mettono al pubblico, soglion farsi di not-te tempo , e si dicono Serenate ; e molte ne abbiamo ascoltate , clicsono state fatte con somma magnificenza , e splendore da gli Amba-sciadori, e da altri Principi, e Personaggi di questa gran Corte.
De i principi della Tragica Toscana ; e delle Rappresentazioni ,, e Fe-ste spirituali antiche . CAP. XI IL
Q UANTUNQUE la voce Rappresentazione si convenga ad ognispezie di Poesia rappresentativa , nondimeno i nostri Antichi laridussero particolare, e propria di quella spezie, nella quale si rappre-sentano fatti sacri, o cose spirituali, o morali, le quali propriamentesi dissero Rappresentazioni dalla loro n afe ira fino alla caduta > .e. per-ché da esse giudichiamo, che traesse l’origine la nostra Tragedia,, per-ciò dovendo noi far’ora passaggio alla Tragica Poesia , di esse favel-leremo in primo luogo. Quando elleno incominciassero, non abbiampotuto trovarlo; e sebbene dal Vasari nella Vita del BuffalmaccoPit-tore, si dà notizia di quella festa riferita di sopra, che fu fatta in Ar-no Panno 1304. in cui sopra le barche era una macchina rappresentante
fb) Annota ^Inferno, ed il Cionacci sb) va avvisando, che ella poteste essere quel-R/ot. sacr. !n di Teofìlo ,. nel fine della quale, com’egli dice, potrebbe/} vederti/ 'tirMedi ci, te!,n, ferno, essendo vi notato . Entrati i Diavoli nello Inferno con l'Ebreo, un Anrgelo dà Licenza ; 0 piuttosto quella di Lazzaro ricco, e Lazzaro povero ,nel fin della quale- il Ricco dallo inferno chiede invano soccorso al povero? 0 *sto nel sena d'Àbramo : nondimeno dal luogo, dove ell3.fu fatta, cioelor
pra sia-