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Volume primo.
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343
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Della .Volgar Poesia Voi. I. Lib. V. 343

che uscirono in nostra Poesia, si cantassero sulla lira , o altro similestrumento per le piazze-, e sopra le panche ; e che il costume sustetolto dagli antichi Rapsodi, o da’moderni Giuglati , i quali o per sestessi cantavano i fatti illustri degli Eroi, o ptgliavanogli altrui com-ponimenti, ed in rapsodie partendoli, ne cantavano or questo , or quelpezzo a lor piacere : ma in ordine a ciò non può istericamente al-tro affermarsi, se non che Bernardo Tasso (a) asserisce, che Luigi Lettere

Pulci cantaste alla Tavola di Lorenzo de" Medici curri i Canti del z ’* 1 . ..

suo Morgante, e che l'Altissimo Poeta Fiorentino, di cui abbiam fa-vellato altrove -, i suoi Reali , che improvvisamente componeva , an- (b ) Lettera•dasse cantandogli, e recitandoli per la Citta di Firenze sb) Ma 1 ’ a Lettoripre-Ariosto, ed altri sì prima, che dopo lui, solevano'leggerli canto per fisa «'Realicanto a nobil congrega di Cavalieri, e Dame -, come apparisce da i dell' Altis-finali de’canti medesimi, dove si fa invito per la futura lezione. > a0 <

Del Poema Eroico . C A P. V 111 .

P RIMA del secolo xvi. ben vi furono de’Poeti, che cantaronofatti » ed imprese -, ed altre materie capaci di buona Epopeia , d’alcuni de’quali faremo appresso menzione : non però ebbero alcun ri-guardo alle Regole d’Arislotile ; e il fecero in modo, che i loro Poe-mi, o sono periti, t> non sono avuti in alcunaconsiderazioneper quel,che s’aspetta ali arte . L'Italia Liberata del Trissino, la cui stampa fuincominciata in Roma Panno 1547. e finita, e pubblicata in Vinc-gia Panno seguente 1548. fu il primo Poema Eroico, che colle Rego-le Aristotelicbe , producesse la Lingua Toscana : ma o suste la troppostretta immitazione d’Omero , o la scelta del verso , onde fu scritta,che fu lo sciolto , o ambedue insieme , quanto ebbe loda P avviso delCompositore , tanto fu poco fortunata la composizione ; né migliorfòrte incontrarono poscia i suoi seguaci tutti , ancorché in ottava ri-ma scrivessero; perciocché niuno giunse coll’artifizio ad aggiustar la se-verità delle regole colla Bizzarria del genio del secolo , che sfrenata-mente era corso dietro a’Rotnanzi ; e tuttavia non rifinava di correr-vi . Ma alla fine il maraviglioso Torquato Tasso rimise tal freno algenio suddetto , che dopo la sua Gierusalemme i Romanzi andaronoaffatto in disuso; nè di tanta moltitudine, che ne fu pubblicata, oraalcuno ne va in giro per le mani de" Letterati, fuorché il Furioso , ilquale, come sopra abbiam detto , taluno giudica , che abbia tutte lecondizioni richieste dalla perfetta Epopeia. Or questo componimento,che siccome tra ì Greci , e tra i Latini , così anche tra i Toscani éla più bella, eia più nobil Poesia, poco ne dà che dire: perché sempreha egli avuto le stesse regole, sì nella forma, come nella materia : essendo-si ognuno, che ha preso a farne » sforzato per suo potere di secondareiprecetti Aristotelici, come oltre al Tasso, e a gli altri detti di sopra,si riconosce dalla Croce Conquistata del Bracciolinì, dal Mondo Nuovodi Tommaso Stigliani (il quale non ha però incontrata molta stima)e da\V Imperio Vendicato del Barone Antonio Caraccìo, molto più dastimarsi, se suste meno lungo, e diffuso, e avesse più egualità di sti-le. Contuttociò, non men che nelle altre cose» anche nell’Epicacor-