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Volume primo.
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344 De Comentarj Intorno Ali’ Istoria

lerà delle strane opinioni, massimamente circa là scelta del metro, ilquale quantunque, non più per giudizio de’Letterati , che per placi-to universale , suste 1 ’ ottava rima , che che si dica il Pino da Cagli

(a) Lettere (#) che la giudica sconvenevole, come bassa, e popolare , e non giàlfiruttor. par. grave , e nobile ; nondimeno alcuni valenti Uomini , e spezialmentei.lett. 19, Trifon Gabriello, e Pietro Bembo (b) -furono di parere, che la Ter-

(b) Varchi za rima, più che altro metro, convenisse all’Eroico ; e secondo loro,Lezio». pag, £> ante f u jj primo , che eroicamente compose con essa; e dopo lui 1 '

adoperarono, oltre a moki altri, sazio Uberei Autore del Dittamn-do , e M. Federigo Prezzi Vescovo di Ftiligno , o , secondo alcuni,Niccolò Malpigli , Autore del Quadriregio . Con questo parere cam-minò anche Tommaso Cambiatore , che in terza rima tradusse circaFanno 1450. FEneide di Vergilio , della qual traduzione altrove fa-rem più diffusa menzione ; e Michele della Vedova , il quale.Tanno1454, col medesimo metro trattò dell’Eccidio di Costantinopoli piglia-ta da i Turchi Fanno antecedènte, come si riconosce da una notainfine dell’Opera, una copia MS. della quale si truova appresso D. Pie-tro-Canneti Abate Camaldolese d’ogni dottrina, e d 5 ogni .erudizionenobilissimo Professore , del seguente tenore Aiichtielij a Fidaci fi-lenfis de excidio olim- florentiffima, ac inclita Urbis ConfiantinopolitaneRhythmi ad Sacrane Regìam Majefiatem Serenissimi Regie Aragonm.Ravenna die 12, Madii 1454- e finalmente Lorenzo Spirito Perugi;no , che con essa scrisse circa Fanno 1470. la vira , e i fatti di Nic:colò Piccinino famosissimo Capitano, la qual' Opera con titolo à ! Al-tro Marte fu pubblicam Fanno 1489. Altri credettero, che solamentei versi sciolti fossero comodi , edoarti > e così il Trissino giudicando,

, . distese la sua Italia . Altri vollero, cIte il metro della canzone dovesse

la't V* 1 * n Invalete (e) Altri , che vi si dovesse adoperare con quel ver-sttniìe'all’esametro de’Latini, posto sn uso dal Tolomei, allorché s’avvisò di produrre una nuova Toscana Poetica., come altrove abbiamdetto , ed appresso più ampiamente diremo : ma di queste due ultimemaniere non abbiam trovata distesa Epopeia alcuna . L’ istesso. Tolo-(d) Lettere. mei ( à ) fu anche di parere , che per la fabbrica dell’Epopeia Tofca-lib, i.pag, u. na si dovesse mettere in uso una catena di versi rimati a suo modo,difiamp.Gio- che poi fu adoperata da Bernardo Tasso nelle Selve altrove nomina-tó.1553. 8. re , e peravventura anche da altrui . Altri de’Sonetti con isttavagan-tissimo capriccio si valsero; e tale è il Poema di Ferrante Carraia in-titolato Y Austria, in cui s’osserva.tal legge, che ciascun sonetto puòstare anche da se . Ed altri finalménte a i quadernarj ebbero mira .Uno di questi fu Bercino Tricio, o da Trezo ■•( noi il crediam da Tre-ca Castello nel Novarese ) il quale F anno 148S, -pubblicò un Poemain Quarta rima sopra la peste occorsa in Milano tre anni innanzi, in-titolato Letilogia. , e diviso in più canti, o libri , la qual divisio-ne per non esservi rubrica alcuna , fi riconosce dal!’ ultimo quader-nario d’ogni canto , che è di cinque versi , rimati il secondo sev!terzo, e il primo col quarto, s col quinto, che viene scritto alquanrto in fuori , come si fa nelle chiuse de’.capitoli in Terza rima • Macolla Quarta rima in- materia Eroica molto meglio di costuirono gli anni passati dodici Letterati Bolognesi, scrivendo con està t

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