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Volume primo.
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356
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(a) Letterepar. 2. diHuttnp. delHolito 1575.pag. 307,

(b) LetterePoetic.pag. 6 d.■a terg.

(c ) Ertola»,pag. 23. dissamp, di Ei-renx..

(d) Loc, eit.

35 6 DeComentarj Intorno AU’ Istoria

eiolini , tra le altre cose veramente ridicole affatto, 1 ' Orlandîno diLimerno Pitocco, e il Caos del Treperuno operette , die si attribuis-cono a Merlino Locala, che fu Teosiio Folengo , di cui parleremoappresso, il Morgante di luigi Pulci , e V Orlando Innamorato del Ler-oi . Se questi Poetai fussero totalmente del carattere , del qual si par-la, sarebbe finita la quistione, non v’essendo dubbio, che molto pri-ma del lassarsi, e del Bracciolini, fiorirono gli Autori di quelli: mala verità è , che eglino non anno il riso , che per incidenza ; e gliAutori non gli scrissero per far cosa burlesca ; imperocché quanto alPulci più antico degli altri , egli intese di tessere una buona Epope-ia ; e Bernardo Tasso (a) dà la gloria del pensiero di lui a Lorenzode’ Medici, come a ristoratore della nostra Poesia, e a promotore dinon poche sue belle ragioni: benché questa gloria in ordine al Mor-gante sìa piuttosto dovuta a Lucrezia Tornabuoni Madre del mento-vato Lorenzo, ad istanza, e compiacenza della quale il Pulci il com-pose, come apparisce dalle ultime stanze del Poema. - la qual virtuosis-sima, e al pari costumatisfima Dama molto vaga , ed intendente del-la Poesia, che correva in que’tempi, non è verisimile , che avesse inpensiero di mettere in ridicolo, e vituperare i Cavalieri , e la Caval-leria , come dovrebbe dirsi , che avesse voluto fare , se il Poema delPulci suste stato tessuto per cosa burlesca, E questa opinione tanto èpiù sana , quanto più consideriamo , che , siccome riferisce TorquatoTasso ( b ) in questo Poema ebbe parte l’insigne Filosofo Marsilio Ti-cino (Uomo da non impacciarsi con ciance, e con burle) a cui egliascrive tutto quel tratto , nel quale Rinaldo , portato per incanto ,va in un giorno da Egitto in Roncisvalle a cavallo, chiamandolo trat-to pieno di molta dottrina teologica,

Né punto rileva, che in ogni modo lo stile in parte , e non pochide’fatti sieno burleschi: anzi vili , e affatto plebei; perché questa co-sa, che si truova in tutti i Poemi di que’tempi, e’si vuole più , cheall’imperizia divalenti ingegni de’quali anche allora molti fiorivano,imputarsi al cattivo gusto del secolo , il quale, come cento volte ab-biam detto, età così corrotto nel fatto della Poesia Volgare , che tut-te le spezie di quella furono allora storpiate , e guaste ; e simili stor-piamenti, senza badarsi più innanzi , si riputavano cose bellissime, enobilissime, e non già vili, e plebee.

Ma non per questo noi ammettiamo tanta viltà, e tanta scem-piaggine nel Morgante, quanta peravvent tira, giudicava il Villani,che ve ne suste 3 e quanta sene vede ridondare daìlaSpagna, dal Bm-vo d' Antona, dal Danese, dall’ Ancroia , e da molti altri Romanzi dique’tempi, che il Varchi (e) chiama Maladiz.ioni : imperocché ilpiù di esso è bello, e nobile, e ripieno di sentenze serie, e gravi, edi fatti grandi, e riguardevoli senza scherzo, e riso maneggiati, sai-vochè di quando in quando qualche solletico produce la grazia delproverbiar Fiorentinamente, che in esso sovente si usa: che che fidi'ca il Varchi suddetto [d] il quale giudica talmente diluì, che non so-lo dice, che appetto al furioso del l’Ariosto e'rimane poco men , che nul-la ; ma con troppo appassionata censura in esso non ammette ; che qual-che sentenza non del tutto indegna fi qualche ribobolo non affatto spiacevole.

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