Della Volgar Poesia Voli. Lib. VI. .375*
Alia Poesia Leporeambica* s’appartengono presentemente anche me-re le altre razze di Poesie , che anno accozzamento di rime pel mez-zo de’ versi, chiamato* dal Giambull'ari Rimalmezzo [ a } toltane quel- ( a ) Dellala ,, che dicemmo di sopra (b ) esser modo dì rimare alla Provenzale/-'è.7»essendosi il Leporeo largamente servito anche di esse. Le quali spezie,p. Zi6.quantunque ne’primi secoli, della* Volgar Poesia si stimassero bizzarre,, sh) Lib.z,e vaghe v e si usassero* ne i componimenti di serio carattere coni c ca P’^-t a S-apparisce dal sonetto di Pisciandone Martello da Pisa trascritto nella 12,nostra Istoria (c) e da altri esempj spaisi per questo Volume non- ( c ) Lìb. i,dimeno aneli’ esse alla fine corsero l’istesso fato delle Parechcsi » e a ’ pag, 75.nostri giorni', non meno di quelle, sono dirette al riso, ed al giuoco,se raccomodano collo stile burlesco; e se al serio , tra le sciocchezze^annoverano.
Oltre- a tuttociò al riso , e allo scherzo principalmente oggi serve al-tresì quella maniera di Rime,- che Mute fono appellate da Antonio diTempo, e noi più propriamente, diremmo tronche , le quali anno l’ac-cento acuto fuli’ultima* sillaba .. Queste si truovano di due manierecioè prodotte dalla qualità della voce medesima', come Bontà , Virtù*e simili; e fatte ad arte da’Compositori, col toglier viaria vocaledall'ultima sillaba,, come Vele» * Amor , ed altresì fatte.- Nè delPùna, nè 'dell’altra maniera si legge esempio ne'pnrgati , e nobili. Compositoriavegnachè Dante alcuna volta- si valesse della, prima- nella sua, Com-media , e il Petrarca io quel capitolo , che va tra le Rime da lui ri-fiutate, ed incomincia Nei cor pien d'amar issi ma dolcezza d’ambe-due riflesso Petrarca nella sua frottola Mai non vo più cantar &'c. Mafiequentissimo è il loro uso ne’ Poeti antichi , e di mezzo tempo dibassa, lega , e ne’faceti ; e particolarmente ne’Pedanteschi la prima èmolto famigliare, i quali sogliono usare per rime anche i monosillabiLatini,- come Nox , fax , lis , e similiContuttociò- alcuna volta an-che a’dì nostri s’usano entrambe in alcuna cosa. seria „ cioè in qual-che- metro’ Anacreontico , ed assai graziose riescono , ogni volta chesieno usate con. giudizio,, ed artifizio;; e nelle Ariette de’Drammi , ed’altre cose , che ora si pongono sotto- le note ; perciocché dicono iProfessori della Musica » che assai bene a quella s’adattano tali stor-piamenti. Nel rimanente un misto d’àmbedue queste maniere in istile.burlesco si può vedere in quel sonetto* di Filippo di Ser Albizo dato*nella nostra Istoria (d) Ma il Burchielló più stravagantemente si val- (d) Zib.i»se una volta della seconda ,. usandola nelle voci sdrucciole ne’quader- pag, 9.narj , del seguente sonetto » che intero si legge nella Raccolta dell’
Allacci (e) Cc)Pag,i64 r
Di darmi tante lode o macivìcchiCh’io mestier d’ingegni chi mi scorgan:
E che dottrina in verità mi porganE d’un miglior buon dì che ta non spicchiTutto il di foco ferri tacche ,. ticchiPerche molti sospiri da cor mi gorganQuivi par che come acqua in fonte sgorganRiavendomi fortuna dato vicchi ..
Finalmente tra le stravaganze delie Rime porremo anche quella »
fi b 2 che