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Volume primo.
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z8o DeComentarj Intorno AH’Istoria

che gli Antichi, e quei del secolo xv. grandemente usarono , cioè dìstorpiare le parole in grazia della rima, dicendo trare, per trarre, ve-gni, per vegna , denare , per denari , e simili , o di valersi del bistic-cio, accordando verbi grazia Amore, con dolere, sdegno, con stagne,e facendo altre sì fatte scempiaggini , delle quali non monta recarecfempj, trovandosene a rincrescimento per le poesie di que’tempi.

D'altre cose degne di considerazione, le quali s’incontrano per le' \ .. Poesie Toscane ; e primieramente degl’ Intercalari,

... e degli Amebei . CAP. X.

fa) RimeTass. raccolti,da Carlomamma tfiamp. dalDeuchinoJÓ 2 I, 12,far. 8.

( b ) Dipon,Crescentefag, ila,.

D I due forte si muovano gli accidenti , de’quali ora dobbiam par-lare. - altri fono sì fatti, che s’uniscono colla sostanza ; e questifono gl’Intercalari e gli Amebei : altri colla sostanza nulla comuni-cano , ma sono totalmente estrinsechi, e stranieri ; e questi sono gliAcrostici , gli Ecchi , i Versi catenari » i Sotadici , e quei compostidi tutti verbi, o di tutti nomi , o contenenti altre simili obbligazio-ni di poco rilievo.

L’intercalare, per incominciar da’primieri, è uno, o più versi, chedi tratto in trattosi vanno ripetendo pel componimento. Il più anti-co Autore che si sia valuto di questa maniera , fu , per quanto noiabbiam trovato, Giusto de’Conti, il quale compose un’Egloga col se-guente Intercalare di tre versi, anche altrove da noi riferito.

Udite monti alpestri li miei versiFiumi correnti, e rive,

Udite quanto per amar soffersi .

In quasi tutte le sorte de’componimenti egli può entrare , trovan-dosi usato dal Tasto in quella canzone tra le sue Rime Sacre, che in-comincia Alma inferma , e dolente ( a ) nella quale tutte le stanze chiudo-no coU’ultimo verso della prima: il che fa anche in quell’altra impres-sa dopo il sua Poema del Monte Oliveto-, e dall’Accademico Crescea?ce in una vaghissima canzonetta, che è la seguente [b]

Pastorella ,

Vieni al prato >

Che r Aurora.

Già s’indora :

Spiran Fioriv Vaghi odori e

Q beatoNostro stato !

Vieni, o bella ,;

Pastorella «Pastorella ,Nostri greggi ,Per li fonti,

Per li monti,.Van pascendo,,Te seguendo,

Tu Li reggi

Senzfi