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Volume primo.
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386
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zM De Cementali Intorno Ali* Istoria*

trovandosi usato in alcuna delle Farse, e delle Rappresentazioni ,-da?noi notate di sopra. Per lo più questo accidente serve alla Drammati-ca ; e quando è fatto con artifizio , cioè che le mezze voci abbiansentimento , ed in qualche modo adoperino nella favola , riesce non-poco dilettevole , come si riconosce da quello inserito nel bellissimo*Pastor Fido , che serva per tutti gli esempi , che si potessero addurre..Ma siccome PEcco alle volte è doppio > ed anche rinterzato , comein più luoghi di Roma’noi abbiamo osservato essere,-così un F.Giù.seppe de Curtis in una Poesia per ifvarioni , e fantastichi maraviglio-sa , intitolata La Costanza infedel , la fede infida , Arcidramma mu-sicale, e stampata in Vinegia Panno 1661. n’inserì uno doppio [<*] cheincomincia.

A 7 e pur dunque oggi sode ?

Su Caronte volta a Lete-

Col tuo remo il mio rimodo. modo ..odo ...

E così seguita per lunga pezza il che però , prima di lui , fece linGio.. Paolo Trapolini in un Egloga boschereccia tragicomica intitola-ta il Tirsi, ed impressa in Trevigi Panno 1600.

Ma taluno l’hà fatto servire anche alla Lirica, trovandosi parecchimadrigali tra le Rime del Cieco d’Adria con esso lavorati ; uno ci® 3quali è il seguente, che ha Pecco in fine del verso.

Jo son ben oggi mai, Madonna , chiaro,

Che non mi amate, e. non mi havete caro*.

Perche fi altro hier’io sol meco dicendo. Certo certa mi renda :

Se ben poco vaglio io, molto vale ella ,.

Che la mia Donna bella ’ *

Qualche pietà de me nel petto serri ,lin Echo all'or all'hor rispose ; erri ,

All’hora seguendo io

Donque sei tuo Narciso babbi un dì pio,,

Non cura ponto questa mia fanciulla

Di chi per lei ogn 1 altro amore amila ? 5Echo rispose un 1 altra volta . nulla .

Io all’hor seguii repente .

Ella pur giura amarmi sommamente,.

Et Echo all’hor all’hor rispose . mente.

(b) Rà. Ed - essendovi nelle, medesime Rime un sonetto, (b) che Phâ arsine di'

Q-ìec. i'AAr. ciascun verso; e finalmente un’alrro sonetto dell’istesso Autore impres-

so tra

pag,il.

vola dell' Orfeo, in una stanza, . dì cui son questi ì due primi versi: :

Che fai tu Ecco, mentre ch’i® ti chiamo? Amo.

Ami tu duo, o pur un solo? Un solo.

Uno anche de'-non meno antichi fi e quello che fi legge fra gli StramhottidiSerafino dall’Aquila intitolato Ecco nell'edizione delle sue Opere fatta in

legge in un nonetto Ai lilo: JtSatUta Amaiteo , quantunque Jia joiam*"’*Valsimi verse ma fila volta adoperato.

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