zM De Cementali Intorno Ali* Istoria*
trovandosi usato in alcuna delle Farse, e delle Rappresentazioni ,-da?noi notate di sopra. Per lo più questo accidente serve alla Drammati-ca ; e quando è fatto con artifizio , cioè che le mezze voci abbiansentimento , ed in qualche modo adoperino nella favola , riesce non-poco dilettevole , come si riconosce da quello inserito nel bellissimo*Pastor Fido , che serva per tutti gli esempi , che si potessero addurre..Ma siccome PEcco alle volte è doppio > ed anche rinterzato , comein più luoghi di Roma’noi abbiamo osservato essere,-così un F.Giù.seppe de Curtis in una Poesia per ifvarioni , e fantastichi maraviglio-sa , intitolata La Costanza infedel , la fede infida , Arcidramma mu-sicale, e stampata in Vinegia Panno 1661. n’inserì uno doppio [<*] cheincomincia.
A 7 e pur dunque oggi sode ?
Su Caronte volta a Lete-
Col tuo remo il mio rimodo. modo ..odo ...
E così seguita per lunga pezza il che però , prima di lui , fece linGio.. Paolo Trapolini in un Egloga boschereccia tragicomica intitola-ta il Tirsi, ed impressa in Trevigi Panno 1600.
Ma taluno l’hà fatto servire anche alla Lirica, trovandosi parecchimadrigali tra le Rime del Cieco d’Adria con esso lavorati ; uno ci® 3quali è il seguente, che ha Pecco in fine del verso.
Jo son ben oggi mai, Madonna , chiaro,
Che non mi amate, e. non mi havete caro*.
Perche fi altro hier’io sol meco dicendo. Certo certa mi renda :
Se ben poco vaglio io, molto vale ella ,.
Che la mia Donna bella ’ *
Qualche pietà de me nel petto serri ,lin Echo all'or all'hor rispose ; erri ,
All’hora seguendo io
Donque sei tuo Narciso babbi un dì pio,,
Non cura ponto questa mia fanciulla
Di chi per lei ogn 1 altro amore amila ? 5Echo rispose un 1 altra volta . nulla .
Io all’hor seguii repente .
Ella pur giura amarmi sommamente,.
Et Echo all’hor all’hor rispose . mente.
(b) Rà. Ed - essendovi nelle, medesime Rime un sonetto, (b) che Phâ arsine di'
Q-ìec. i'AAr. ciascun verso; e finalmente un’alrro sonetto dell’istesso Autore impres-
so tra
pag,il.
vola dell' Orfeo, in una stanza, . dì cui son questi ì due primi versi: :
Che fai tu Ecco, mentre ch’i® ti chiamo? Amo.
Ami tu duo, o pur un solo? Un solo.
Uno anche de'-non meno antichi fi e quello che fi legge fra gli StramhottidiSerafino dall’Aquila intitolato Ecco nell'edizione delle sue Opere fatta in
legge in un nonetto Ai lilo: JtSatUta Amaiteo , quantunque Jia joiam*"’*Valsimi verse ma fila volta adoperato.
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