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Volume primo.
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Della Volgar Poesia VoI.I. Lib. VI. 35*

quelle rime, che nel fecero di sopra ( ioi ) annoverare tra i seguacidella scuola del-secolo xv.

Benché per lo più questa maniera si rruovi usata in componimentibrevi, come in madrigali, in ottave, e in sonetti •• nondimeno “fu'ste-sa fino alle canzoni, avendone-Filippo Mastini tessuta una di versitol-ti dal Petrarca, ; la quale è Plùrimo componimento delle sue Rime im-presse, ed è assai bella; e Giulio Bidelli Sanese prima di lui ne fecein Capitoli, e in Poemetti d’ottava rima, tratti parimente dalle Ri-me del Petrarca, urto de’quali è di dugento ottave, impresso in Vi-negia Panno 1563., e questi Centoni del Bidelli tanto più sono de-gni di stima, quanto più mantengono t’obbligo di non alterarei ver-si dell’Autore, da cui sono presi, e di non prenderne più d’ uno daun medesimo luogo.

Si truovano i Centoni di due sorte, cioè di versi interi, e diversiinteri, e mezzi versi mescolati insieme, benché questa seconda sortasia pochissimo frequentata.‘Della prima maniera uno n’abbiamo assaibello di Bernardino Tomitano, tratto con qualche leggiera ‘alterazio-ne dal Canzoniero del Petrarca, ed èri seguente.

Questa sella d'amor nemica , e miaTal d'armati Jofpir conduce stuolo ,

Che salma trema yer levar fi a volo,leggendola passar fi dolce , e ria .

Tur , lei cercando , che fuggir devriaAdhor , adhor * a me stesso m’involo ,

E vo fra gli altri sospiroso., e soloPien d'un vago pensier , che mi desvia.

Tanta le ho a dir , che 'ncominciar <non oso ,

Adi celare il mio mal preso consiglio ,ailLor raccolgo /' Alma , e poi , eh’ io haggioRasserenato in parte il cor doglioso ,

Scorgo fra il nuhiloso altero ciglio ,

Ben , /io non erro , di piotate un raggio.

Della seconda produrremo un’sonetto di versi, e mezzi versi presi al-tresì dal Canzoniero del Petrarca da D. Romano Mcrighi Monaco A-bate Catnaidolese, e già Procuratore Generale del suo Órdine * giu-diziosissimo Professore di Toscana Poesia, nel qual sonetto introducea favellare CLEMENTE XI. Nostro Signore, allorché per la sua pro-fonda umiltà si dolse con amatissime lagrime d’essere stato eletto algoverno della Chiesa»

Ricercando del mare ogni pendice

Peggio al mio navigar turbati i ventitE gli occhi porto per fuggir' intentiE<t tempesta , che al cor l'occhio ridice »

E’ un pensier parla con la mente , e dice,

Che

{ ror) il nome di questo SigiCmondo Filogenio Pâolucci era fiato posto dal-V Autore dopo quello dell'Altissimo Fiorentino .nel lib. 1. di questo vol.de' Com.cap, li. pag.Ji. edite. di Roma , che deverebbe essere in questa a pag. 119. lin. Z.ma noi lo abbiamo di là levato seguendo la correzione inserita dal Crescimbe*ni nel voi, 5, de’Com, pag.m, della suddetta ediz, Rem,