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Volume sesto.
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Della Volgar Poesia.. Dial.I. $

JW tiene a tal ,. che fati'* inopresa io laser»

Benché manchi • La enfia , ot/de _/î pascePer gli occhi , -ro» pero-Palma è men forte -Perche le viene ogtihor per altre porteQuelPimmagingentil , cAe dalle fasceLe diede il Ciel per cibo o»à rinasceIn lei ’l vigore, e sprezza ognor la morte*.

Pie insidie umane mai, ne caso- avversoPotranno avere in lei cotanta forza,,

C ti ella. fi renda , e cti abbia- a mutar verso .

Che quanto- dell inferma■ afflitta-scorza:

Di fuori abbatte il mio destin perverso ,

Tanto- dentro il pensier salda , e rinforza.

Fab.- A grand’impresa* ci fate accingere, Eginae molto alle mie de-boli forze superiore . Sarebbe meglio , che sopra una così grave ma-teria interrogaste cotesti valorosissimi. Lomp astori, che con e sto voivenuti fono ; e a Noi deste altro argomento più alle nostre forze ade-guato ,, veggendo io ,. che anche Diorimo concorre col gesto nel mioparere - EgAo voglio da voi il favore ; e questi gentilissimimici Com-pagni mene dan licenzar egodranno d’ascoltarvi non men di quello,,clv’io mi farò .. Fab.. Se dunque cori volete , io per me volentieri ni’accingo a rendervi paga il meglio che saprò nel l'angustia di. questotempo .. Diot.- Ed io , ancorché molto meno di voi , o Faburno , miconosca: abile , non ricuso lsincarico , purché cominciate Voi .. Fab.Già sapeva, che la vostra modestia invero senza pari avrebbe accet-tato l’ìmpegno con questa condizione .. Comincerò adunque io ,,•di-mostrando ad Egina ambedue le bellezze ; e poi ne prenderemo unaper ciascheduno , per riscontrarla nel recitato sonetto. Eg.- Così vabene ; or cominciate . Fab. La Natura , e l’Arte madri,. e maestredi tutto ciò, che veggiamo, per dilettar colla varietà,, ancorché do-tino qualunque lor’ opera , o esternamente , o internamente d’alcunfregio riguardevole „ squali fregi si. chiamano bellezze nondimenove n’à molte ,, che elleno, forniscono d ambedue tali bellezze mescolatoinsieme,. le quali perciò perfette sono,, e superiori a tutte le altre.. Ora,il Poeta ,, il quale , inventando , la natura:, immitando , Fatte rap-presenta ,. anch’egli in tessendo i suor lavori si vale delle medesimebellezze per abbellirgli, e rendergli; utili,, e dilettevoli , e tra quelliBella' stessa guisa le divide . La Poesia dunque à per oggetto la bellez-za [ stimando’ io ,, che nella bellezza si comprenda' ogni cosa; desidera-bile e commendabile ] la quale di tre sorte può- considerarsi a nostro-proposito .. La puma si chiama esterna; ed é quella,, che non d’altrovaga ,. che di lusingar coll’apparenza , s’àttiene al solo-dolce „ partedel fine „ al quale è indiritta- la Poesia „ e perawentura la. meno im-portante .. Non risguarda che a dilettar con iscelte: parole, conpieni versi,, con varie figure, con leggiadri modi di dire." ed- in som-ma-tutta al di fuori intesa,, il frontispizio-solamente abbellir procura,,oc si prende alcuna- briga- dell’interno dell-edifizio .. A questa total-mente- opposta- è la seconda,, che interna si chiama,, la quale delle ap-parenti cose poco curante,, si studia solamente di celar , diciam così*

A a. sotto*