8 Della Bellezza
e fa perdita di noi stessi , deviando dal diritto sentiero , e scegliendoin un prato di vaghissimi fiori, e di salutifere erbette, spine, triboli,nappelli, e-cicute. Voglio dire, che s’inganna molto ! a. maggior par-te degli uomini, in credendo, che la nobilissima, e potentissima Dei-tà d’ Amore altro non sappia- donarci di bene , che il possesso dellacorporei bellezza, la-quale , siccome non è il sommo bene , che soloci può beare , ed- a cui- dalla mano d’Amore siam sollevati , così nondovremmo, come non deggiamo , a quella badare , se non quantobasta per indirizzarci alla consecuzione dell’unico nostro fine , che èla fruizione del medesimo sommo bene : imperciocché quanto follesarebbe riputato colui, che , correndo alla meta ,. tratto tratto si ri-volgesse , o tornasse indietro , tanto mentecatto è l’uomo il quale *poiché colla vista della corporal bellezza si è fatto scala,assalto fine,ove Amore conduce i- suoi servi , per renderli beati , colla medesimavista si rimane , o si volge sovente a quella .. Ma pochi sono gli stu-diosi del suddetto modo d’amare , perché pochi son quei , che cono-scono il vero esser d'Amore , e la preziosità del, suo dono e quindiè , che tra poco dolce , molto amaro si trangugia da gli uomini , iquali si son fatti schiavi deli arbitrio della donna . Non così fece ilnostro Costanzo,, il-quale , delle dette cose ben consapevole , sua granfortuna estimava T esser privo della vista della donna amata , comadimostrano chiaramente i suoi versi-. Vegnamo adesso al Sonetto. Voiben sapete , Egina , in cbc modo s’introduca Amore dentro dell’ani-me: dovendo ogni uomo necessariamente amare, per fare acquisto diquella felicità , che tanto si brama . La- corporal bellezza è cagionedel nascimento d’Amore ; imperciocché , passando quella per la viadegli occhi-, che la risguardano , al cospetto deli' anima nostra,,que-sta subitamente s’accende, e desidera di possederla; e questo desiderio,die si appella appetito , egli è quell’Amore , che 1’ Antichità collocòtra gli Dei. Or siccome tal volta avviene de’poveri bambini , cui Isbisognose madri abbandonano in mezzo d’alcuaa via Amore subitoelvegli nasce , si ritruova abbandonato sopra lungo sentiero , dondemolto si scende,- e molto si sale.. Si affrettano due grannimici, Tunodalla salita, detto ragione, e l’altro.dalla scesa, nomato senso, e ga-reggiano per guadagnarlo . S’ egli si, dona alla ragione , viene dallagentile , e nobile Donna guidato per T erta al possesso dell’ amplissi-mo , e ricchissimo Regno del nostro Intelletto , e quivi tutto s’ab-bellisce di spiritali , e celesti arredi : ma se col senso risolve andarse-ne, disceso alla piccola abitazione del cuore, e. di sozzo loto ricoper-to , co’ bruti animali accomunandosi , miseramente si perde- E per-ché molto adopera il nostro-conoscimento, per indirizzar TAmora al-ia via ragionevole , perciò dobbiam noi diligentemente vigilare chein poder dei senso egli non caggia , e seco I’ anima innamorata nonconduca nel precipizio . Perloché , quanto in prima la corporal bel-lezza sarà necessaria ,-e profittevele perla nalcitad’Amore, tanto poisi renderà superflua, e dannosa per la scelta del suo viaggio: non,po-tendo in quella, la quale é terrena , e sensibil cosa, a Lungo andareAmore non lordarsi , e di sensuale difformità non riempiersi. E,qui' 8vuole avvertire , che. non perché. Amore, s’affidi alla. ragione,cessa il
senio.