*4. Della Bellezza.
Ove , non so : ben lo, riveggio poiTal, che sopra il desir, ne'guardi suoiLa debili vifla mi si riconsolaCaro pensier,. saggio pensiero eletto ,
Quanto, più bella in te miro colei ,
Che porti,, mal suo grado , entro il mio petto £
Teco io tempro ji ben gli affanni- miei »
Che forse scemeriafi il mio, diletto »
Lei rileggendo, onde si bel tu sei -
Diot.,yoi. vi, liete dirittamente apposta » o Egina * parendo anche ame che altronde non sia derivato questo Sonetto ». che dal fontedel nostro Poeta . Fab - Or ditemi :■ che vi pare del Sonetto del Co-flanzo, ; non meritava egli la loda , che il. Custode d'Arcadia gli die-de ,. e vostro Padre confermò Eg.. Senza dubbio » ed io non» capi-sco in me stessa per l’allegrezza » che sento » d’aver ritrovato di tan-to valore nei poetare uso Autore non» conosciuto, da tutti; e in avve-nire vi prometto di fare intorno a lui studio particolare .. Fab.. An-zi , giacché, vi disponete, a. ciò. » per maggior vostro comodo, sene potrebbero» in altre congiunture di divertimento» esporre de glialtri , se così a voi piace - Eg.. Appunto à colto Faburno , dove ionon ardiva, gravare la. vostra somma cortesia» o Arcadi Gentilissimi..Dior. Ma. essi pare » che voi stiate ancora alquanto sospesa ditemidi grazia , vi rimane forse alcun dubbio in ordine al Sonetto » cheabbiamo spiegato ?»■ F.g., Per parlarvi colla libertà » che ammette la»conversazione, avendo Io ascoltato da voi » che lo stil sublime, è quel-lo, che vien constiamo dalle parole traslare e dalle figure , più to-sto che dalle proprie voci» e dalle semplici locuzioni, le quali inchi-nano ali’umile; e all’inconrro» riconoscendo»dal ragionamento di Fa-dumo quanta mai filosofia si racchiuda nel presente Sonetto , mi ènata, una difficultà , della quale vorrei lo scioglimento , ed è » che»siccome ò sentito dir più volte » non si convenendo a Filosofi » cheproprie voci , e semplici modi» di dire , o Io stil sublime- non con-siste in-ciò , che voi dite ; o» nel Sonetto non vi. sono que’sentimenti,,che Eaburno-et à dimostraci ; o il Còstanzo- à errato in trattar di. co-se filosofiche in sublime carattere Dior. Bello» e sottile è il dubbio»,clie voi» movete; ed un» simile ne muove il dottissimo Tasso nel men-tovato (lomento sopra il Sonetto del Casa» tratto da i precetti di Ci-cerone nel perfetto» Oratore , e dal!’esempio di Eucrezio » il qualeperche ragionò» di filosofia » non adoperò neTuoi versi ». se non-con»ìsohiettezza ». e proprietà, e s’allonranò per lo più anche dalPàrmo-nia: ma il Tasso medesimo ce lo toglie » dicendo ,, che. » se. il Filoso-fo insegna ». e parla» da mero Filosofo , e scolasticamentecome in-tese di. far Eucrezio neh suo Poema » allora certo è » che propriamen-te , e schiettamente debbe parlare né in tal guisa, si può filosofarecoll’Idea sublime ; anzi, chi in magnifico stile è: vago di. trattare i filo-sofici» insegnamenti », dee fuggire attentamente un si fatto parlare- Mase rappresenta»,non»è vietato al Filosofo»parlar magnificamente, e se-condo clic richiede il rappresentatoe per» conseguenza il Poeta , chePuoi filosofare nella sublime Idea della. Poesia » debbe- con» ogni studio»
astrarre,.