Band 
Volume sesto.
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34 Della Bellezza

prudentissimo artifizio del Poeta corretta col quasi soverchio uso de îquadrisillabi , i quali , perché tolgono non poco alla pienezza , edarmonia del verso , sono proprj dell’umile stile , siccome anche colsito della cesura, per lo più nella quarta -, e sesta sillaba de’ versi; iquali siti , secondo il Dolci , nel suo trattato della Volgar Lingua,sono i. meno degni, e i più umili. Circa poi alla seconda, già si dis-se ne* passati ragionamentiche la circolazione del periodo , quantosarà più rotonda , e dilatata, e in più versi entrante , tanto .più ma-gnifica -, e sublime renderà rotazione , secondo il parere di tutti gliScrittori , e spezialmente del Palereo : siccome per lo contrario quan-to meno delle suddette circostanze sarà dotata , tanto più s’accosteràali’umile . Or veggasi come nel Sonetto , che esponghiamo , d’ideamoderata , si è in questa parte ben contenuto ti Poeta ; impercioc-ché , formando tutta la sua orazione di due soli periodi rigirati , 1'uno per sette , l’altro per sei versi , il che senza fallo magnificentis-si ma l’idea venduto avrebbe , con non poca taccia dell’Autore ; a eglitanta magnificenza temperata con alcune negligenze , che fanno idetti periodi tendere alquanto al basso , dando con ciò la sua parteali' umile come (tralasciando j tre respiri della coma posta nel finedel secondo, terzo, e quarto verso, e gli altri due collocati nel finedel decimo, e duodecimo) negligenza è l’uso del quadrisillabo in findel verso, che non poco snerva, ed abbassa la magnificenza recata ali'orazione dall’armonia, siccome parimente è negligenza quella umilis-sima maniera di îjire , colla quale termina il sesto e incomincia ilsettimo verso : Che più molto i da stimare ; e finalmente a negligen-za si debbono ascrivere i nove monosillabi, che si rinnovano nelmezzo del verso undecimo, da i* quali essi rende rotto, ed asprissimo,e perciò non poco dalla perfezione lontano . Ma, come ò detto,simili negligenze -, anzi che biasimo , lode recano al Costanze , di-fdiiarandolo, come giudiziosissime, ed artifiziosissime, dotato di som-ma prudenza in governare il temperato stile La Terza dimostrazio-ne , che il presente Sonetto participi d’ambe l’idee , consiste nellacollisione, nel suo più ampio significato pigliata , di modo che ognirompimento , e tralasciamento abbracci ; le quali collisioni moltoadoperano nella costituzione dell’Idea, perche dal loro uso, o misusoproporzionatamente fatto , quanto acquista nervo il sublime , tantoacquista umiltà il sommesso ; vero nondimeno è , che il verso nonpuò essere armonioso senza collisione , massimamente il nostro Tos-cano di undici sillabe. Ora.il .Costanzo, che ben sapeva la vera artedel Toscano poetare , in maneggiando l’idea moderata nel recitatoSonetto , anche nelle collisioni à voluto usar moderazione : mentreavendone fatte delle vaghissime, c spessissime nel secondonel quar-to , nel quinto -, nel nono, nel 1’ undecimo , e nel decimoquarto ; diminor numero di esse si serve negli altri versi ; e ve ne iù alcuno,che n’è privo totalmente, cioè quello.

E sì leggiadra dentro vi discerno .

il quale è affatto umile , e postovi artifiziosamente ; potendosi per al-tro alzare con tutta agevolezza, dicendo,

E dentro sì leggiadra mai vi scemo*

La qua»