Band 
Volume sesto.
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z 8 Della Bellezza

plazione della quale , anzi che dimostriamo , come al quarto grado fiappartenga , vi deggio fare avvertita , o Egina , della somma accura-tezza del Costanze, il quale, volendo esprimere il piacere, che ritrae-va dalla vista corporale della sua Donna , si vale del termine mirare ,che è più, che vedere , importando attentamente , e fisamente vede-re , ed à anche intrinseco il sentimento di adoperare per ottenere al-cuna cosa, onde è derivato il volgar modo di dire ., aver la mira*Ma trattandosi d’esprimere il piacere , che si ritraggo dalla vista in-tellettuale, non già dice mirare , ma contemplare , perché sì fatto vo-cabolo .significa astrazione ; volendo con ciò dimostrare , che egli de-siderava astrarsi , ma non poteva , perché veniva impedito dalla vistacorporale della sua Donna , la quale continuamente gli si mostrava 4e tal desiderio sveiatamente si dichiara dalle parole non potea , che di-notano volontà di far cosa diversa da quella, che fasti . Ma alla finepur si diede congiuntura al Poeta di -soddisfare a tal suo desiderio,mercé della partenza della sua Donna dal luogo, ov’ egli dimorava ;mentre allora , non perturbandolo più la vista materiale , cominciòad astrarsi colla contemplazione E guardisi attentamente al modo colquale esprime il passaggio dalla vista alla contemplazione , dicendo,che al partir de i raggi -della sua Donna era rimalo cieco ■: il che ,sebbene letteralmente suona, secondo la spiegazione fatta da Lamin-do, cessazione d’esercizio di virtù visiva , come addiviene , quandoparte il Sole, ed annotta , che per la mancanza della luce , la qualeimprime gli oggetti ne’nostri occhi, nella guisa, che fa in uno specchio,rimanghiamo, come se ciechi fossimo : il che più chiaramente il me-desimo Costanzo espresse ih un’altro Sonetto , .come dimostrano i se-guenti versi.

Poiché al vostro sparire oscura , e priva-Restò del lume suo chiaro , e fulgenteNe pià legne inviate al foco ardenteDel cor porto la mia virtk visiva ,

nondimeno il vero senso , cioè il mistico , si è , che dovendo , pergiungere a contemplare , astrarsi , né potendo ciò riuscire , finchénon si perdono le spezie materiali , la qual perdita allora si fa , chepiù non vegnamo perturbati da gli oggetti sensibili , il che a- niunomeglio riesce , che a i ciechi ; il Poeta , per dimostrare , che , es-sendo partita la sua Donna , non sarebbe stato mai più perturbatoda alcuna spezie materiale di bellezza corporea , dice che al partirde' raggi di lei , cioè al celarglisi la sua bellezza corporale , egli erarimalo cieco di suore cioè incapace d’esser più disturbato da vistad’altra sensibile spezie di bellezza . Or reggiamo , che cosa fece ilPoeta dopo tal sua esterna cecità ; e come egli nel tempo , che com-pose il presente Sonetto fosse salito al quarto gradò della scala Pla-tonica , e al primo del contemplare intellettuale . Egli dice , cheapri gli occhi interni , cioè 1’ immaginazione : non tendendomi adaltra più larga sposizione di questi occhi , perciocché lungo discorsogià ne fu fatto nel primo ragionamento ; e vide , che il meno dellabellezza della sua Donna era quello, che aveva veduto : perché vi-de la bellezza interna della medesima Donna ; e gli si appalesò la