Della Volgar Poesia. Dial.IH. ly
sua prudenza- , e loneflà , ed in somma- la riconobbe sì bella; interna-mente, che la giudicò- il più bel lavoro , che fosse uscito dalla manodell’eterno Artefice .. La bellezza interna consiste nell’anima, nè è vi-sibile, che all’amma; e perciò dice ilCostanzo, che dalla vista estrin-seca gli era impedito di vedere coll' anima intrinsecamente la-dettabellezza della sua Donna : ma ancorché fantina per se stessa sia bellasopra ogni bellezza'corporale , nondimeno;, perche ella è spirituale,nè mai da alcuno è stata veduta , non è la sua bellezza immaginabi-le •• il perche se non viene cavata fuori*, e fatta visibile dalle virtù, teda’buoni abiti, e costumi, che la rappresentan bella in prima alia vi-sta, e poi ali'intelletto, non può della bellezza di lei darsi giudizio.'anzi se in vece della virtù, il vizio ne la rappresenterà , più tosto lariconosceremo brutta , che bellar dal che manifestandosi a no!,, chela bellezza dell’anima dipende dalla virtù , francamente affermar po-tremo, che quel!’anima sia più. bella ,. che di maggioissornamento d!virtù riconosceremo abbellita .. E perché ,. per conseguir l’anima dell’amante questo riconoscimento , è necessario , che prima anch’essa fiastragga dal scio corpo , e riconosca , non pur se stessa , ma la gran-dezza, e dignità della sua spezie universale, acciochè risultando quin-di l'idolo perfetto della bellezza dell’anima possa farne il confrontonella sola anima dell’ oggetto amato ; perciò nel suddetto riconosci-mento si contien virtualmente il quarto grado del Platonico Amore.Che poi nell’Anima della sua Donna riconoscesse il Poeta tutte le vir-tù , benché due sole ne annoveri, cioè la Prudenza, e l’Onestà, nonpuò dubitarsene; mentre in altra guisa non avrebbe possutogiudicarlaper lo più bel lavoro uscito dalla mano di Dio ; nè l’espreffione didue sole toglie il vigore di tal mio sentimento , perché la Prudenza,e LOncstà sono i due cardini , sopra i quali tutte l'altre virrù si ag-girano, o almeno sono le più imporranti , che si richieggano in Don-na; e però nelLuno, e nel!’altro senso possono acconciamente inten-dersi per tutte .- Ma perché la perfezione in Terra, per vero dire, nonsi truova ; nè altre anime ne sono state capaci , che quelle da Diosantificate; e dovendovi concorrere tal perfezione, per dichiarar talu-no per lo più bel lavoro della mano di Dio, però il Poeta , ben con-siderando , disconvenissi questa lode alla sua Donna semplicementedata , volle correggerla , e temperarla colle parole ardisco dire . (Di-vedete ,, Egina , quanto saggiamente , Tona , e Lastra vista ben pon-derando, dica il Costanzo, che, sebbene la vista esterna gli aveva di-mostrata una cosa al sommo bella, nondimeno a petto a quella , chegli dimostrò l’interna , la suddetta somma bellezza era il meno , cioèla men degna pane della sua Donna; pentendosi , per così dire » d’aver tanto badato a quella, ed in quella aver posta ogni sua mira,in qual sentimento senza fallo adopera la parola mirai nel verso un-deeimo : dal che per nostro insegnamento verremo dirittamente aconfermare la massima cavata già dal primo degli esposti Sonetti,cioè, che la vista dell’oggetto amato, compiuto il primo grado dell"amore, riesce d’impedimento per la consecuzione del fine di chi ama;c però si dee fuggire, e recarsene a gran ventura la privazione.. Eg.Oli come a maraviglia anche voi „ o Tirsi » avete messo ad effetto il
C 4 vostro