42* Della. Bellezza
Non sa , come Amor sana , <?■ ancide ,
Chi non fa , come dolce ella sospira,
E come dolce parla,, e dolce ride. i
Eg.-'V oi me ne recate un’esempio così chiaro» o Tirsiche io restoappagatissìma-del vostro parere. Ma chi alFartifizio, e perfezione delPetrarca può giugnere? Tir. Egli è ben vero» che per. quanto- altris’ingegni, non arriverà alla perfezione del Petrarca ma non per que-sto mancano altri ingegni, che adoperano eccellentemente nel fonet-rare; anzi in proposito de! concorso dell’idee» l'istesso Costanze- ven’à de’ nobilissimi, e spezialmente quello, che incomincia.
Poiché voi , &’ io varcate avremo- l’ondeMa ecco Lamindo.- veggiamociò, che in quel foglio à scritto. £g.Chefaccenda egli è mai- quella - che avete fatta». Lamindo? Lam. Ella èuna tavola, che dimostra quanto voi m’avete comandato . ^. Fa-te, che la veggi a. Ecco! a-in vostro podere.- ^.Leggiadra figu-ra, che ci rappresenta la Poesia in forma di bellissimo-Nappo , den-tro il quale sì racchiude il nettare, che 1 ci- rende immortali..- Orsù».Lamindo», spiegateci ora. la vostra intenzione. Lam. Giacché voi ave-te dato nome di Nappo- alla mia. figuradi esso mi varrò » per dimo-strarvi la mia intenzione. La parte superiore di questo Nappo abbrac-cia tutto ciò »-che. si è detto ne' passati discorsi per istabilire la per-fezióne d’ogni componimento, e spezialmente del Sonetto. 11 piedepoi contiene- F annoverazione de’componimenti Toscani ridotti sottole loro spezie, o fonti .• Quanto alla prima parte, da’passati ragiona-menti io cavo, che l’essenza del componimento- sia la bellezza »- I»quale non meno- esternamenteche internamente debba considerarsiperciocché, siccome dalFesterna bellezza ne viene il diletto, cosi nederiva F utile dal!’ interna, senza il concorso delle quali due cose lacomposizione è manchevole» ed imperfetta.- I fonti-poi dell’utilità »-abbiam detto, che sono gF insegnamenti, che sotto il velame Poeticolì contengono, i quali da ogni'scienza possono esserne porti : ma spe-zialmente dalla Teologia, dalla Metafisica, dalla Fisica,- dalla Politi-ca, e dalF Etica : allo’ncontro i fonti del diletto sono l’idee , o stilimaestrevolmente maneggiati, che in sublime, umile,. e temperato ».abbiam detto, dividersi da Cicerone,-ponendoTosotto il governo de-gustili mentovati » non pur la Poesia Lirica, della quale si è favella-to, ne’passati ragionamenti», ma anche laComica»- la Tragica, el’Epi-ca, delle quali peravventura avrasiì un giorno a favellare . Per la per-fezione adunque d’un componimento , debbono concorrere tutte lesopraddette cose unite» e insieme congiunte,-di-modo che una com-posizione solamente utile,- ed una solamente dilettevole, tuttoché buo-na». non potrà dirsi perfetta. Avvertasi però,- che per la perfezione»siccome un'idea basterà nelFesterno per dirlo bello,-così nelF internobasterà un’ insegnamento. Passando ora al Diede,del Nappo,- in esso òdisteso in prima le spezie generali delia Poesia, che quattro sono», cioèDitirambica , che Lirica, e anche Melica, puore appellarsi; Epica»Tragica ; e Comica ; ed a queste quattro ò riferito- tutti i componi-menti da’nostri Toscani ritrovati , o usati, tralasciando quei , che.antichissimi» a. rifiutati sono», a dal Petrarca non usati , come le.
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