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DELLA BELLEZZA
DELLA VOLGAR
POESIA
DIALOGO QUANTO.
Si ragiona del modo del comporre usato da i Greci,e come possa l’istesso modo imitarsi dagl’Italiani re poi si parla exprofesso del concorso delle idee, esi dimostra, fecondo il sistema, ia un.’altro Sonet-to del medesimo Costanze».
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Anrm MariaSalvini.
sb) ! Alcone Siri®.
(b ) Il P.G ar-lio d'Acuirlo-,.
N che cosLdbbbiam servirvi,- EgitiaT Ég. Tanto'fu il godimento, che ricevetti da i passati ragio-namenti sopra la Bellezza della Volgar Poesia ,-■ che rapì il mio intelletto , il quale ogg-imai si pa-re, che ad altro studio’ non sappia applicar, chea-quello d’andar riscontrando ne’buoni Rimatori
Jlrif,
ciò, che egli' apprese da quei discorsi : ma'addivenendo’a me, comea novizio Pittore, il quale altro non sa dipingere, che quel, che e-semplarmenre gli si pone davanti, per vero dire, qualunque con-fane'detti ragionamenti io non- ascoltai piena, e diffusamente spie-gata per me stessa' non so rintracciare’; e ciò per l’appunto mi èaccaduto stamane, che intorno al concorso degli stili'da Tirsi spiegaz-zato andava facendo studio ,' e quello’ritrovar volendo in alcun Sonet-to, ben'cento ne ò letti, e considerati 1 ; ma non ò già’ conseguito il'mio fine, imperocché solo teoricamente, egli mi fece noto simil con-corso. Vi ò adunque richiamati tutti a ragunanza ; ed ora desidero,,che voi,. o Ari Ileo, la- teorica di ciò a pratica mi riduchiate , qual-che Sonetto'recitandomi, in cui* concorrano più stili, e dimostrando-mi,. come vi concorrano . ^r//. Io non ricuso incarico alcuno perservirvi, benché le mie forze non sieno da’sopportar gran peso : ma’perché di questo concorso vi ragionò Tirsi, il medesimo dee compierPopera, acciocché non vi confondiate colla diversità , che im qual-che cosa. sopra di ciò peiavventura potrebbe essere tra il suo, e il mio’
parere,.