(e) Frances-co! Redi .
(d) Benedet-to Menami .
(e) P: Ab. D.Gio. Batistade Miro*.
46 Della Bellezza
parere , Voi dite bene ; ed io ò fatto anche a lai sapere la pre-sente adunanza; ma chi confida di goder per un’sol momento , non-ché per mezza giornata , della sua. conversazione ? oggimai , che ègiunta in Frascati la bellissima Eufonia, verso cui egli mostra tantainclinazione ?■ Ari/.- Compatitemi: voi non v’apponete , Egina •• per-ciocché in vegnendo io da voi , mi sono incontrato con elioliti ;ed avendomi richiesto del mio viaggio , e udito , che a voi era in-diritto , mi à accommiatato , con dire , colà quinci a poco ci rive-dremo : laonde oggi godremo della sua conversazione ; e voi da•-lui ascolterete quanto bramate» Eg- Orvia si faccia il vostro talento rma finch’egli giunga , in che ci divertiremo ì Ari/. A voi sta il- co-mandare ..Eg. Nella Tavola della Toscana Poesia , che fece Lamin-ilo l’altr’ieri , sotto la spezie Ditirambica egli pose il Ditirambo', ela Canzonetta del medesimo nome e le Canzoni Pindariche , e leAnacreontiche ; e me ne apportò gli esempi decottissimi (c) bru-cio, ed (d ) Euganio nostri e di Labi dello Chiabrera , i quali io òveduti attentamente, e ne ò veduti anche degli altri de*nostri Pasto-ri,, e spezialmente le traduzioni in Toscanarima, fatte dal nostro Cu-stode , d’alcuni componimenti Greci del celebratissimo (e) Meone La-sionio ; e perché in sì fatti componimenti ò io riconosciuto non soche di diverso da queìl’usato comporre poeticamente in Toscana Lin-gua, del quale ne’passati discorsi abbiam favellato,, sì nello stile , co-me ne’sentimenti, e in ogni altra parte; però vorreiche mi dicestela cagione di tal diversità ; ancorché mi avvisi ,, che per esser l’usataVolgar Poesia nata in Italia , e quella , della qual ragioniamo , tol-ta da gli antichi Greci, la diversità de' linguaggi „ e de' costumi del-le Nazioni, la diversità del comporre possa portare » Ari/,. La rispo-sta appunto è quella , che detra avete , provegnendo per vero diredalla diversità degl' idiomi , e de'costumi. di queste due Nazioni lacagione della diversità dell’ usato compor volgare dal compor greca-mente ; perciocché il linguaggio Greco [ io favello dell’anticoj à inse molto- più di pienezza , e di espressione ; e il costume e la ma-niera del poetar de gli antichi Greci è assai differente dal nostro vol-gare , rappresentandosi da essi cose sensibili quando i Volgari alleimmaginarie si conducono ; e perciò- chi nel nostro idioma vuoleimitare la Greca Poesia non è maraviglia che apparisca diffe-rente da gli altri » Egli è ben però difficil cosa per le dette ragioniil seguitarla ; né peravventura che leggerissima ombra di quella" pos-son chiamarsi i componimenti de’mentovati Toscani , che Fan segui-tata Eg. Ma pure il nostro Custode nel detto trasporto parmi si por-ti in modo che il Testo Greco nulla perda di grazia , e di’ mae-stà il che non sarebbe avvenuto ,, se il Volgare idioma non ne fos-se in tutto stato capace ; né mi sembrano men vaghe le sensibili co-se nella- traduzione, che nel testo medesimo , per quanto posso io co-noscere con qualche intelligenza, che ò della Greca Lingua: dal cheio cavo , che possa anche la Volgar Poesia essere agevolmente ma-neggiata come la Greca , origine , e fonte del poeticamente compor-re » Ari/. Orsù già ò compreso il vostro desiderio * Voi volete, chevi dimostri il modo del Poetar de gli antichi Greci » e come quello