Band 
Volume sesto.
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4-8 Della Bellezza

sensibili tutti i suoi attributi, e tutte le sue negazioni., e vestirli d*umana figura,, e deificarli .per maggiormente renderli venerabili,siccome anche fecero di tutti i vizj, e delle virtù, e di tutti i beni,.e di tutti i mali, ed in somma di tutto .ciò, che.visibilmente notiapparisce , ,e alla fede, alla contemplazione, e ali' investigazione fiappartiene; e tutte queste cose adempier vollero col .canto, non solaper la già detta ragione ma anche perché le cantate cose con piùfacilità fi ritengono a memoria, massimamente da gente rotei, e igno-rante. Eg. Egli è molto ben veto , o Anlteo; e. ne lo conferma ilss) ti Bar. no st r o Lacone [e] nel suo nobilissimo Poema delPImperio Vendica-jlnton. C/»- £0j dove dice.

macao., waK só .qual soavità rinchiuse

Natura , / cori al .lusingar possente .,

Ne.l ragionar delle divine Muse,

Che fi ritien con pia fermezza .a mente.,jirìs Molto a proposito avete qui fatta menzione di Poeta sì riguar-devole . Or proseguendo il mio ragionare, dicovi , che dalle rac-contate cose apparisce chiaramente , che quella siesta necessità , checostrinse i primi Padri a porre in uso il verso aliai più difficile , e,men naturale, che la prosa, la quale fu da Fere'cide recata in com-merzio, secondo il Patrizio, settecento, e più anni doppo, che addi-vennero le cose predette , e quando già gli uomini erano .diventicisaggi, ad accorti, gli sforzò anche a vestir ne’lor Poemi , e fisica-mente dimostrare tutto ciò, .che cantavano,; ,e Ai questa maniera fivalsero, e questa stella strada calcarono poi tutti i Greci Poeti, e.spe-zialmente quelli, che esposero misteriose cose, e Filosofici , e Teo-logici insegnamenti. Ma di secolo in secolo sì venne aliai diradan-do, o, -per meglio dire, diminuendo .tale stretto modo: sì* perchéveniva sempre più cessando la i agio ne , per la quale e’fu introdot-to: sì anche perché sì fatte macchine favolose,, che da principio fu-rono necessarie , non solamente, col corso del tempo si riconobberoinfruttuose, ma rincrescevoli ; perciocché noe tutti erano capaci digiugnere coll’intelletto a svelare le altrui travestite, e mascherate.Opinioni ; e però nel quarto secolo della .Greca Poesia , nel qualefiorirono Pindaro , Anacreonte, e la più parte di quei, de’ qualiora leggiamo i componimenti , il fisicamente comporre fu ristretto,poco men, che affatto, al semplicefraleggiare , e figurato modo di di-ale, il che per vero riesce mosto nobile, e grazioso , quando egli sifaccia coll’avvertenza usata da Pindaro : nel rimanente cose vere ,je senza macchina sì cantarono; né alcunopiù là del verisimile, .e detPoetico si fece ardito di trapassate. Eg. Fe-rmiamci qui , perché giàparmi, che giunti siamo alla seconda domanda, essendosi trovato 1*ultimo stato del'Greco poetare. Aris. Egli è vero, Egina: vedremoadunque adesso, se la Greca maniera, colla quale poetarono gli ul-timi mentovati, possiamo noi Toscanamente imitare i e come il pos-siamo . Quattro sono per mio avviso le circostanze principali del.Creco poetare, cioè forza di lingua, vestimento dì cose, verità diconcetti , ed entusiasmo, o, per accostarci più a quel, che ricono-fchiamo negli Autori Greci da noi imitabili j» estroQuanto al-la pri-