Della Volgar Poesia. Dial.lV. 57
non pure è argomento sublime, ma si stende con concetti molto al-ti, e altamente, e nobilmente spiegasi», come sono il varcar Tondedi_ Stige » e Tesser condannato senza speranza ad abitar le ardenti are-ne delle valli infernali: il che esprime il passaggio de’Rei dalla vitatemporale ali’eterna morte.- Rinnovo oltre acciò in questo quader-nario un parlare tutto trassero, ed affigurato , e di metafore ripie-no , tutte nobili, e magnifiche, come, Varcar l'onde di Stige perpassare alTInferno, fuor di /pene per sempiternamente, abitar le are-ne per dimorare in alcun luogo, valli infernali per Fistesso Inferno»e molti concorsi di vocali, e di dittonghi così bene adattati» che lorendono molto grave, come fono i due del primo verso, Poiché Voi ,ed Io, e varcate avremo ; e quel del secondo, Stige » e faremo ; e glialtri tre del quarto-: valli Infernali ime, e profonde . E finalmente inquesto proposito osservo F opportuna situazione delle voci , che sonotutte piene, e risonanti, il numero, ed armonia perfettissima dover-li, e sopra il tutto il circolamento dell’unico periodo» che racchiude-in se questa parte del Sonetto, il quale sr raggira con somma gravitàper tutto il quadernario; ed entrando d’ uno in altro verso, gli.com-mettc tutti in guisa, che non può farsi alcuna posata, nè pigliarsi re-spiro , finché non si giunge al termine della, medesima prima parte: lequali cose più che abbastanza ci- fanno vedere, quanto-maestrevolmen-te abbia il Costanze colla sublime idea incominciato il Sonetto, chestiamo esponendo. La seconda parte i> seguenti sette versi comprende»,cioè il secondo quadernario, e il primo terzetto, i quali io dissi es-ser d’idea-temperata» perché, sebbene Targomento » o il soggetto »che si spiega in essi, come pure abbiam detto, si pertiene più a!Tri-mile , che al temperato-; nondimeno-egli si esprime con concetti mo-derati, e con-ogn'altra circostanza dalla moderata idea richiesta. So-no i concetti adattati alla moderazione, perché nobili sono, e parti-colarmente i due principali , cioè la speranza del Poeta di poter go-dere della vista della sua Donna, la quale allora, gli toglievano la su-perbia, e il disdegno di quella, almeno depose morte dentro Finser-no, le pene del quale da tal vista sarebbero a- lui state addolcite , edi-diletto riempiute; e il prevedere, che alla sua Donna avrebbe tem-perati » e raddolciti i tormenti infernali il diletto» che avrebbe else-,avuto, in veggendo il male di lui/<?»z.<* pare, cioè maggior di' q nello-d’ogni altra dannata Anima; perciocché» oltre al male delle inferna-li pene, vi sarebbe in lui* stato quello, che recava seco morendo, cioèi tormenti amorosi dallo sdegno, c dalia superbia della medesima sua-Donna cagionati: e questi concetti*sono nobili», perché le cose, cherappresentano; quanto si* discostano dalla sublime» e scelta intelligen-za, tanto all’umile, e comune sovrastano» come chiaramente appari-sce. Or siffatti concetti fono spiegati-non meno splendida, c grazio-samente, che con molto giudizio» perché se grazia , e Io splendoredalla comune intelligenza gran tratto non si dilunga, come si rico-nosce da i modi del dire, e dalle traslazioni, e metafore in essicon-»enute»cioè far dolci i tormenti colla vista delle luci della sua Don-na: nascondersi le medesime luci dalla superbia, e dallo sdegno-, mira-le. iL male » e- temperare il dolore col piacer della vista del penare al-trui y ,