Band 
Volume sesto.
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72
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7* Della Bellezza

Or vegnamo affa sposizione del Sonetto . Dalla lezione di esso ritonosco, che l*amor del Costanzo derivava dal desiderio della bellezzacorporale della sua Donna , da cui egli dice essere stato ingannato;perche scorgendola grata , e gentile al di fuori , fondò il suo deside-rio in tal bene apparente; e credette intrinsecamente buono ciò, cheestrinsecamente era bello . Ma perché , come abbiamo premesso , ilbello estrinseco è fallace, ed il bene apparente non resiste, e per pocofa altrui godere , alla fine il Poeta fi sgannò di simil credenza , rie co-noscendo , che il cuore della Donna non rispondeva alla faccia; per-ciocché quanto questa appariva adorna di cortese bellezza, tanto quel-lo era armato di crudele ingratitudine» Nè a lui giovò seguitarla,e servirla-, e adoperare ogni più fino , e nobile stratagemma per ri-muoverla dalla crudeltà: conciossiacosaché il crescimento del meritoin lui cagionasse in lei disprezzo maggiore » Tanta adunque fu l’in*-gratkudine di lei , che fette armi mantenne il Poeta in pene , e tor-menti- ; e tanto fu l’abbacinamento del medesimo Poeta al lume diquella apparente gentilezza, che non prima del giorno , che composeil presente Sonetto , egli si accorse dell’inganno , e Tesser mòrto af-fatto nel suo amore privo di corrispondenza ... GVr. Come intendete,.Egina, questo morire affatto nclstamorsì Eg. Già lo dissi . Muore af-fatto starnante, quando dalstamaro non riscuote corrispondenza. Ger.Vorrei più ampia- spiegazione » Eg.. Chiunque ama-, secondo staffezio-ne , muore in se , perciocché in se più non- pensa , e non pensando ,',perde stessere, ed è morto; ma se dalstamaro è corrisposto, non muo-re affatto , perché vive nelstamato , dove passa stanima sua ; e quivipensa , ed opera , e mantiene il suo essere ; anzi ritorna subitamentea vivere anche in se stesso colPanima delstamato oggetto, che passa inlui , talmente che può dirsi , che-dalla sua morte ritragga non-pur’,una, ma due vite, come cantò colui.-Eivo due vite in me meâesmo. estinto.

Se poi non è corrisposto, affatto muore , perché in se non vive , es-sendo morto,- né vive nelstoggetto amato, per esser da quello scaccia-to,, e abbonito. ©ét.. Adunque se egli è, come voi dite, malamentesoggiunge il Costanzo , che stanima sua stava unita colst amata Don*-na , dalla quale egli non veniva corrisposto. Eg. Questo dubbio porta©on se laTposizione dell’altra parte dell’argomento; per la soluzionedui quale , basterebbe dire , che la voce unione , benché per lo piùpotc-h internamento , nel quale caso non v’à dubbio , che, secondo l’opi-nione dhilcuni , il Poeta avrebbe errato, norr essendo stanima sua stataricevuta-dalstamaro oggetto; nondimeno-alle volte vale-per avvicina*biotte;'ed in tal caso, anche secondo la detra opinione, siccome nonè vietato ali’anima di stare unita eoli'oggetto amato , ancorché dis-cacciata , cosi-non erra chi, favellando di simil morte , dice, che 1-anima non fa disunirsi dal soggetto, che ama. Contuttociò più sottil-mente camminando con altra-opinione , vi dico , che stanima nonmuore, nè può morire; e però quando si dice, che starnante muorev*s’intende circa l’operazione deJstanima a benefizio del suo corpo, nomgià circa la medesima anima ; nè è stanima dell’amante, che nella tota!:«aorte è scacciata, c disprezzata dall’amato, maTislesso amante , e la,