74 Della Bellezza
siccome' questo è immutabile, così è immutabile l’amor dì quella j- egerò>disse il Petrarca.
Aito destino a vederla mi conduce;
E so ben , che vo dietro a quel , che m'ardeGer. Egregiamente voi dite.' Eg. Io ò proccurato rispondere a i duepunti proposti al meglio, che ò saputo, né mi rimane a dire altro.-Elc. Adunque avete terminato il ragionamento? Eg. Certamente.- Elc.-In grazia'mia vorrei, che lo proseguiste alquanto più. ^. Datemenecampo. AL. Dite qualche cosa circa il secondo terzetto, dove il Poe-ta si maraviglia» che Amorenon arrossisca» in veggendo la tanta cru-deltà della sua Donna. Aga Voi volete sapere la ragione, per la qualeAmore dovrebbe di ciò vergognarsi. Elc. Appunto : il che non pannimen considerabile, che gli altri due punti già motivati da Gerasto.^.Volentieri voglio servirvi . La crudeltà della Donna in due ma-niere risulta in vergognasi'Amore.- nell’una, perché si dispregia quel-la inviolabile sua legge, cioè riamare chi ama.- nelTaltra, perche es-sendo Amore un gran Dio, come asseriscono i Platonici, e con essi iPoeti; ed in conseguenza giusto, non dovrebbe lasciare impunita lacrudeltà della medesima Donna, la quale di tre supplizi si rende de-gna, come rea di tre gravi delitti, cioè di furto, d’omicidio, e disagrilegio, i quali delitti-furono esposti- ne’passati ragionamenti ; eperò il Costanza a gran ragione si maraviglia, che, Amore non arros-sisca, in veggendo simil crudeltà;, e la comporti, e non la gastighi.Elc. Mirabilmente. £g.,Ristringendo adunque le dette cose ad un'in-fegnamento, giusta il nostro solito, confermerò la massima, che al-tra volta ci fu recata, cioè che infelicissimi sono quegli amanti, ildesiderio de'quali si pasce solamente delht bellezza sensibile , perchéquella» come fallace, ed ingannatrice, fa di loro miserabil governo.Ger. Elcino, il vostro presagio è riuscito verissimo,, dappoiché Eginaè pervenuta al sommo della perfezione , anche circa 1' esporre lanter-na bellezza, avendola ritrovata, ed esposta, non men di quello, chemi avessi potuto far’io, nel Sonetto, di cui parliamo, il quale lamercé:di lei perfettamente bello, anchémell’interno si dee giudicare.AL. Egli è, come voi dite: ed io ne sento giubbilo inesplicabile. £g.Ohimè, già tornan le cerimonie. Ger. Non è cerimonia quello, chenoi diesiiamo del vostro operare, che senza dubbio è maraviglioso °-Eg.-Sc sii ragionamento da me fatto contiene in se alcuna cosa dibuono,, da voi debbo riconoscerlo; e pero lodatelo pure, perché lo-derete ciò, che é vostro. Ma ora che farem qui,: rimanendovi-,grantratto di giorno? Ger. Se il tèmpo non fosse tanto turbato, potrem-mo- uscir di casa a diportarci alquanto. Elc. Né sarebbe, che bene .•acciocché prendesse adeguato sollievo la mente d’Egina cotanto affa-ticata.. £g.Nò,. non é tempo d’uscir'dì casa: pensiamo ad alcun’al-tro soggetto da proseguire il ragionamento. .Èie.Si potrebbe sportequalch’altro Sonetto del. nostro Costanzo . Eg. Abbastanza per oggiabbiam conversato co’ morti.. Elc.-Chc dir volete per ciò î Eg. Vo-glio dire, che- mi prende desiderio-di. ragionare sopra qualche Autorvivente. Ger. Purché non abbia a venirsi a confronti , e paragonitanto da noi abbottiti, vi compiaceremo : che ne dite, Elcino? Elc.
Con set-