104 Della Bellezza
Eg. Ma ditemi, perché se Toscane Commedie sono compóste'di versisdruccioli , come sono queste dell’Ariosto ? Log. Perché credetteroquei primieri , che ne composero , di corregger maggiormente colladebolezza della desinenza sdrucciola il numero del Toscano endeca-sillabo e oltre acciò perché assai , e non poco , conferiscono glisdruccioli per render prosastico il periodo legato dal numero , comomanifestamente riconoscer potrete dalla lezione delle Commedie, cheavete in mano.. Eg. Palle vostre parole io traggo, che più acconciasia la prosa, clic il verso perla Commedia. Log. V’è chi stima disi,ed anch’io concorro nelPiftesso parere, perché la verisimilitudine mipiace sopra tutre le cose; e però quanto lodo i Latini , che (comeparimente dicemmo nel passato Ragionamento ) composero le loroCommedie di versi lontanissimi da ogni risonanza, e de’ giambi set-tenari, e ottonaci si valsero non molto dissimili dalla prosa , cantolodo i Toscani, che il verso sdrucciolo vi posero in opera, ma mol-to più lodo il Cardinal di Bibbiena, che della prosa assolutaménte sivalse forse perché né meno il verso sdrucciolo gli parve adattatoper la bisogna :■ non potendo , per vero dire , i versi volgari di sco-li arsi mai tanto dalla risonanza, che equi vagliano alla prosa, quantoequivalevano i mentovati versi de’Latini, ancorché gli stessi sdruc-cioli spesse volte terminano coll’artieolo del sostantivo , col qualeincomincia il verso , che segue loro , come per entro coteste Com-medie dell’ Ariosto osservar potrete , il quale ciò fece ,, per maggior-mente discostarsi dalT armonia del verso . Eg. Se adunque la cosa ècosi, tal vostra sentenza abbraccia anche la Tragedia. Log. Non mi-ca; perché troppo chiaro é il testo d’Aristotile , che richiede il nu-mero nella Tragedia : il che non può dirsi della Commedia , per laquale il Filosofo nulla sopra di ciò stabilisce; e benché si possa cre-dere, che se qualche cosa avesse stabilito, ella sarebbe stata il nume-ro; nondimeno non possiam noi. infallibilmente ciò affermare, e mol-to meno qual sorta di numero fosse stata per essere; e anche perchéalla Tragedia, come a nobile, e sublime Poema, noa- ramosi discon-viene il discostarsi dal comun modo di parlare r quanto senza dubbioalla Commedia,- che è popolare, e bassa; e questa considerazione for-se non mi farebbe, circa le Toscane Commedie seguitare la semenzadel Filosofo , quando anche alla Commedia avesse egli prescritto ilnumero. Eg. Sanamente parlate: torniamo ora al principal ragiona-re. Log. Vi rimarrebbono delle parti di qualità Pappatalo , e la melo-dia : ara di esse non è necessario discorrere , perché risguardano gì’Istrioni , e non già il Poeta ; oltre acche di- quel ,. che si vagironoambedue appresso gli Antichi , abbastanza v’é chi scrive; e appressonoi, è cosa palese ad ognuno, che va ad ascoltar Commedie. Veglia-mo adesso alle parti di quantità. La prima di esse è il titolo, cioè Piscrizione della Commedia, la quale si piglia ad arbitrio, odali’argo-mento, o dalla cosa di più importanza di esso, o dal luogo, o da inomi de'petsonaggi principali, o dalle cose con esso loro congiunte, odal principale ufizio, e costume de gli stessi ; né altro si dee in ciò avver-tire, se non che il titolo della Commedia abbia per fondamento il car-dine» sopra il quale si raggira la favola . La seconda è Paigomemo ; ma