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Volume sesto.
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105
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Della Volgar Poesia Diasi VI. 1^5

qtîestsl a i stasin Toscani non gasso per circostanza necessaria; e mos-ci separatamente di tal pane non si valsero, ma nel prologo, o nelleprime scene dei primo atto la chiusero , come ne ponete vedere gliesempi nelle stesse Commedie deli’Ariosto. La terza è il prologo -, maegli è"questo Prologo del quale qui si favella, una faccenda, cheo nulla, o poco comunica colla Commedia; ed io non lo-reputointrodotto ad altro fine, che per acchetare il tumulto degli spettato-ri ; acciocché nel cominciarsi della Commedia si nuov ino disposti avedere, e ascoltare. Ma la quarta parte, cioè gli atti , è quella, al-la quale la quantità tutta è appoggiata . Cinque fono gli atti' dellaCommèdia, i quali in tre tempi, oadoperamenti si dividono, appel-lati, come abbiam detto, piotasi, epitasi, e catastrofe. La prosasi ètutta la parte della Commedia, che antecede il viluppo; e in essa al-tro non si fa, che proporre il pericolo delle cose, o per meglio spie-garmi, narrar la somma delle cose senza dichiararne l’esico. L’epica-si èT istesso viluppo, nel quale si debbe il pericolo aumentate; e ar-riva fino al principio dello scioglimento. La catastrofe finalmente, laquale altresì s’appella peripezia, se si considera come una delle treparti della Commedia, nella qual guisa qui dee considerarsi, ò e ilprincipio dello scioglimento, il quale vien compreso dentro di essa ,o è l’istesso scioglimento; e accade, allorché le cose si mutano dicattive in buone, o di meste in liete, coH’intervento dell’agnizione,ia quale nella Commedia è necessaria: non è però vietato di termi-nar con qualche mestizia, se la stessa mestizia sarà atta a muovere ilriso. Per conferma di tutto ciò, che ò detto, vi serva d’esempio tracoteste dell’Ariosto quella, che è intitolata i Supporti, perché in essasi prendono in cambio più persone. Nel primo suo atto si propone ilpericolo col timore del supposto Dulippo, che il Padre di Polinestacondiscenda a maritar la figliuola a Cleandro Dottore: nel secondo»nel terzo, e in buona parte del quarto si fa il viluppo-collo strata-gemma ordito à prò del detto Dulippo dal supposto Prostrato, evimezzo del Sanese ; il qualSanese, fintosi Padre di esso Prostrato, deeconvalidare le promesse di lui, e in tal guisa torre la speranza al Dot-tore di conseguir Polinesta per via di promesse , le quali sempre piùcrescevano; e finalmente nel resto del quarto, e nel quinto si scio-glie la favola collo scoprimento di Polinesta stuprata dal supposto Du-lippo, colla costui carcerazione, coll’amvo del vero Padre d'Prosi ra-to, e coll’agnizionc del finto Prostrato, che si scoop re per figlio delDottore; e scopertosi anche il finto Dulippo pel vero Prostrato , fistringono le nozze tra lui, e Polinesta, e si perfeziona la catastrofecol mutamento delle cose di meste in liete. Gli Atti poi vengono in-tersecati da gl'imermedj , i quali appresso i Latini erano simili »quelli, che oggi si usano tra noi; perciocché ora con musica , oracon ballo, ora con giuochi, e ora con astri spettacoli gli compone-vano. P avvertite, che non è lecito terminar gli atti ad arbitrio delcompositore; ma si debbe osservare, che terminino sì fattamente, chegli ascoltanti restino in qualche modo paghi circa le cose passate ,Eg. Pienissima lezione mi avete voi fatta sopra la Commedia; né milimane a sapere, fuorché se la Favola Pastorale debba camminar colle

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