Band 
Volume sesto.
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110
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Della. Bellezza'

dicatele la narrazione non annovera altro, che il viluppo, e lofcio-^glimento- Ma secondo il Tasso nel Trattato del Poema Eroico,-quat-tro altresì fono le parti, della’quantità, cioè introduzioneperturba-zione, rivolgimento, e fine; la qual divisione a me molto più piace.Tutto cioè quello, che l’Epopeia costituisce : di modo che quello sa-rà perfetto Poema Eroico, o Epico, che dir vogliamo, nel quale tut-te le raccontate parti concorreranno. Eg. In pochèparole avete chiu-so gran cose, Uranio: ma tanta brevità per me non è buona, chesono poco men che novizia. t#v-Io ò studiato d’esser brieve , perchédi ciascuna parte si dee parlar diffusamente nel progresso del ragiona-re; ed allora, rimarrete appieno soddisfatta- Eg. Niello adunque im-prenda u spiegazione della Favola. AVr. Sono pronto a servirvi: pri-ma però stimo necessario di darvi qualche contezza dell’essenza d?l-l’Epopeia. Egli è adunque l’Epopeia, per quel, che io ne sento, imi-tazione. d’azione illustre, grande, e perfetta, fatta narrando contemperato-stile, secondo il mio parere, il quale, in ciò e contrario aquello d’ Uranio, per. muover gli animi col diletto, e colla maravi-glia a conoscere, e seguitare, il meglio- Dico imitazione, perché 1’imitazione é gemete, e abbraccia ogni poesia: d'azàone illustre, cioè'della spezie, che. debbe imitarsi , la quale, dovrà, in sommo essere il-lustre, per distinguerla dalle azioni richieste dalla Commedia, che so-"no cose popolari ; e dovrà anche esser grande quantitativamente, dimodo che in se non chiuda meno di quanto può restare nella memo-ria d’ un’ uomo dotato d’ottima ritentiva, dappoiché il Poema saràstato da lui letto ; e finalmente perfetta, cioè non essere difettosa, oper mancamento, o per soprabbondanza- Dico poi fatta narrando , adifferenza dell’imitazione drammatica, che si fa rappresentando; e atal narrazione io prescrivo lo stil mezzano, il quale è più atto peri’evidenza, dalla quale secondo me si cava meglio il diletto, e più fa-cilmente si desta la maraviglia, e per altre ragioni, che addurrovvi,quando parleremo della locuzione. Dico in ultimo \>er muover' gli ani-mi col diletto , e colla, maraviglia, a conoscere, e: seguitare il. meglio ;perché, essendo proprio dell’Epica più , che di.qualunque altra sortadi Poesia,, toccare il sommo d’ ogni virtù, e d’ogni vizio» e dipingergli uomini tuttinon come sono» ma come dovrebbono essere,. ciò sa-rebbe soverchio, se non vi fosse il fine di far conoscere , e seguitareil meglio a chi legge, con risvegliare nella sua mente pensieri gene-rosi, e vestirgliT animo di desiderj nobili,, e invaghirlo della perfe-zione; e questo è Putile, che si ritrae dal Poema Eroico , il qualetant’è maggiore desistitile, che. si riceve da'gli altri Poemi, quantoil tutto è maggiore di ciascuna sua parte: mentre la Tragedia altr'utile non à, che il purgamento dal terrore, e dalla commiserazione,con assuefarci a. temere, e commiscrare, rappresentando attroce azio-ne ; e la Commedia'non già altro, che il dispregio delle, cose vili, eabbominevoli, perché quelle solamente imita- Ma. 1-Epopeia abbrac-cia e questa utilità, ed ogni-altra; perciocché imita, e rappresenta,tutte le persone, e tutte le cose; né già com’elle sono, ma nel mag-gior grado del vizio, o desia virtù; e da ciò spezialmente io mi muo-vo a credere, che 1’ Epopeia sia Poema assai più nobile , che la Tra-gedia ,*