Della Volgar P-oefla. DîaLVil. rrz
Poema il suo vero fine , soggiunge nella seconda , che parlerà anched’Orlando, dicendo,. Diro d'Oriundo in un mede/mo tratto . Nit. Orvia -non più di ciò ; perché non finiremo mai , e ci dilungheremotanto dal nostro proponimento , che in vece di considerare il Poemadi Lacone, -faremo un’inutile disputa sopra il Furioso ; il quale , an-corché non abbia ■quell’esattisisima utilità di favola,, che fi,richiedereb-be , io stimo, lodo, e reputo degno , non pur del primato tra i Poe-mi Romanzeschi, ma d onorato luogo appresto l’Epopeja. Or tornan-do al nostro ragionamento, dicovi, Egina , che la favola dell’ Impe-rio Vendicato è una, non riguardando altro fine, che la vendicazio-ne dell’lmperio Grecoi ed è tanca questa unità , che di essa , e dellasua condotta, io sò, che sopra ogn’altra cosa si vanta Lacone ; e perverità ragionevolissimamente ; e benché-nel conturbamento della fa-vola sieno molti, e molti episodj , non per questo 1’ unità si toglie,;imperciocché gli episodj sono tutti concatenati., e congiunti in guisacolla favola, che se uno se ne toglie la favola si distrugge . Anzi ètanta la strettezza usata dall’Aiirore in questa parte, che per non «sce-mar né meno in apparenza l’unione e la condotta , quasi tutte le'transizioni fa egli concatenatamente >,e per parlar col proprio termi-ne , per ponte: né ve n’à alcuna di riguardo, che sia fartasenzacon-catenazione , o per salto . Eg. Spiegatemi che cosa sieno tali transi-zioni, e qual di esse sia la migliore; e portatemene alcuno,esempio.Nit. Le transizioni sono à passaggi, che si fanno da una ad altra co-sa, allorché si tralascia quella, che si narra, e si passa a narrarne un’altra. Di due sorte elle si truovanoj altre sono semplici , e senza ar-tifizio, e si dicono fatte per salto , cioè saltando da una cosa ad un'altra senza alcuno intervallo, o legamento; e di questa sorta sonopieni i Poemi sì de’Greci, e de’Latini , come de’Toseani,; e bastivi peresempio quello dell’Ariosto nel canto diciottesimo , nel quale, dopoaver parlato del fatto di Grifone in Damasco', fa passaggio a narrarle cose della guerra in Parigi.
Ma voglio a un'altra volta differire
jì raccontar ciò , che -di questo avvenne .«
Del buon Re Carlo mi convien seguire ,
Che contra Rodomonte in fretta venne .altre sono congiunte , e artifiziose, ,e si dicono sane camminando perponte ; e il cogiungimento si fa naturalmente , e necessariamente.,di modo che , secondo Lordine naturale , i .passaggi appariscono ne-cessari. Di questa sorta si valse sopra ogni altro Ovvidio nelle sueTrasformazioni:; e seguitando le vestigia di lui , della medesima si èvaluto.il nostro Lacone, con tanto artifizio, cbe.il lettore insensibil-mente si vede danna cosa.internato in un’altra. Questa seconda sor-ta senza dubbio è la migliore , ancorché lastra àia più usata , forseperché riesce più facile: imperciocché il lettore non resta amareggia-lo dal.lasciar pendente alcun fatto , del quale egli desidererebbe ve-dere ài fine.- mentre come ho detto , veggendosi portato in un’ altrofatto dal medesimo fatto., che lascia , crede necessaria la lezione delnuovo.fatto per.l’ultimazione desiderata del tralasciato .• nel che sic-come grande artifizio debbe impiegare il Poeta j così certamente più
Xdr.esc. IJì. Folg. Poesia . Tom. VL H lode-