H2, Della Bellezza'
(un’altro ! accise un mostro, e cose simili? e pure le steste cose loggia” 7giamo nel Tasso, che finge Tancredi innamorato di Clorinda, enei*V Ariosto, che da Ruggiero fa uccidere il Mostro Marino;, e credibi-li le riputiamo» per la loro verisimilitudine congiunta conproporzio-nata lontananza di tempo. Dee la credibilità esser anche nella dispo-sizione della materia, cioè che le cose fieno disposte col suo ordine»e con giuste misure di tempo, e di sito; mentre se» verbigrazia , sifingerà, che un’esercito cammini-cinquecento miglia in un’ora, oseun Popolo si stringerà in tanto spazio, in quanto capirebbe un’uomo »e’non saranno tali cose credibili, per difetto di disposizione di tem-po, e di sito congrui» e proporzionati. E finalmente la credibilitànelle convenienze , o sieno ornamenti della- favola, come ne i riti,nelle cerimonie, ne!l° usanze, nel modo di guerreggiare » e d’armeg-giare, ne i conviti, ne i vestimenti, ed in tutte le altre Cose , cheriguardano il costume, o ('usanza universale: perlochè quella favola,che fosse oggi tessuta col ('usanze, e copriti, e costumi degli AntichiEgiziani, o Greci, o Latini, non solo non-farebbe credibile, ma no-ia, e rincrescimento apporterebbe a chi legge » pereste oggi- altramen-te si pratica, e molto più nobili „ e: gentili * e ripulitisono i costumie però chi oggi conducesse, per cagion d’esempio » una Figliuola diRe a lavare i panni lini al fiume, o chi narrasse» che un’Eroe mette'a fuoco della carne, gira lo scstidone» e s’impiega in altri simili mi-nisterj vilissimi, come fece Omero, il quale rappresentò Nausicaa, eVai rodo, ed Achille impiegati in tali faccende » egli certamente non’rappresenterebbe costume credibile : perciocché oggListilo è totalmen-te diverso; e i panni lini; si lavano da femmine vili, e da vili uomi-ni si mecr.e a fuoco, e si. cuoce arrosto.- Ma non per questo saranno’acconci i costumi, e le usanze troppo-moderne» perché intorno ades-so, che sono note ad ognuno», non potrà il Poeta favoleggiare ; e fa-cendolo, toglierà loro la credibilità » e non facendolo» rimarrà pove-ra d’ornamento-la favola Laonde se il Poeta vorrà poter fingere so-pra i costumi, e imitar cose. da esser gradito’da i lettori, e non in-correre il vizio dell’ incredibilità, dovrà: porre ogni studio in iscerreargomento» nè antico, né moderno, ma» come abbiam detto , dimezzo’tempo : dichiarandomi: però, che per costumi io qui intendo »quelli,, che da noi $’appellano usanze, e non già quegli altri , da iquali si formano in noi gli abiti , che siccome non sono soggetti amutamento» così non possono mai variarsi; e in ogni tempo , e ap-presso ogni nazione sono gli stessi, come i costumi del fanciullo » delgiovane, del vecchio» del ricco» del mendico» e simili - Si pertienefinalmente alla convenienza non imitar fatti impossibili, anched’im-posiìbilità’morale : il che non osservò 1’Ariosto, quando finse » cheRuggiero con un sol colpo di lancia trafisse sci Soldati » e tuttaviaavrebbe seguitato a trafiggere, se la lancia non fi fosse rotta ne! se-sto; e quando disse, che Rodomonte con un pugno spinse Estremitàpiù miglia lontano, e Orlando con un calcio un Asino con tutta lasoma: le quali cose sono dtsconvenientissime, perché impossibili;, eperò; incapaci d’esser credute. Eg. Ma chi’ commettesse alcun fallo-«real? osservanza delle cose fin’ora dette da voi, perderebbe il nome
Poeta fc