Band 
Volume sesto.
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ii4 Della Bellezza

no Basilago , Cangilone , Dicefalo, Serpando, ToCa, DositeO, conquei tutti, che in qualche guisa impediscono la detta perfezione: mez-zi finalmente di disturbo possono dirsi le Donne, che co’loro amoridisturbano i Guerrieri dal proseguimento dell’azione finale, come A-raspina, che disturba And tonico, Madonia, che disturba Arturo, esimili. Sono oltre acciò anche di disturbo Cesaressa, che trattiene iCavalieri inviati dal Campo a racchetar la ribellione de’Soldati deiBerti; la stessa ribellione ; la Donzella, che presentasi nappo del-1’acqua al Dandolo; e le altre sì fatte cose. A questa condizione se-gue la settima, che la favola sia semplice, ò ravviluppata. La sempli-ce favola è quella, che nello scioglimento è priva della peripezia,cioè della mutazione delle cose in istato contrario, e dell’agnizione,cioè del riconoscimento; e tal favola, ancorché perfetta, viene sti-mata meno ingegnosa, come è l’Iliade d’Omero, nella quale Achil-le non fa passaggio da uno stato ad un’altro contrario , come da fe-licità a miseria, o da miseria a felicità . Ma la ravviluppata à con-giunta la peripezia, la quale nel perfetto Poema à egli ad esser di me-ste cose in liete , qual’è l’Eneide diVergilio, come dimostrerò, quan-do sarem giunti alla condizione della letizia; ovvero l’agnizione; oambedue insieme, come l’Odissea d’Omero. Eg. Ma senza mutazionedi cose incontrario, a che serve ^agnizione, quando ella siadisgìun- vta dalla peripezia ž Nit. Toglie l’avvenimento della stessa peripezia.^.Spiegatevi meglio. Nit. Un Principe, veibigrazip, è sospetto ap-presso il Senato d’alcun fallo, e perciò si muove disputa sopra la suadeposizione; or se avviene, che si riconosca l’innocenza di lui ,questa agnizione toglie la peripezia, cioè la deposizione, e la muta-zione della fortuna, nella quale altramente tal Principe sarebbe ca-duto . Eg. Resto appieno soddisfatta . Nit. Ma non però la favolasemplice è affatto priva dell’agnizione almeno accidentale : imper-ciocché nel mezzo .può.senza fallo alcuna contenerne; essendo accon-cissima P agnizione per muover gli affetti, e render mirabile, e di-lettoso si Poema; siccome nel mezzo può anche averne la ravvilupp-pata.. Or torniamo alla favola di Lacone . Tal favola è ravviluppata,perché , come da principio dissi , contiene la peripezia , o il muta-mento delle cose di meste in liete, cioè la vendicazione dell’ImperioGreco; ed anche si compie la peripezia-coll’agnizione, mercé del ri-conoscimento della finta Diana per Andronico ; il qual riconoscimen-to è cagione delle nozze di lui con Araspina Regina di Ponto , laquale, confederatasi perciò coll’Imperio Greco già tornato cattolico,stabilisce la pace, e la quiete del medesimo Imperio; e però perfetta•favola , nel maggior grado della perfezione , anche circa la condizio-ne , della quale or favelliamo , si vuol giudicare . Oltre a questosine , altre peripezie e agnizioni nobilissime sparse sono per lomezzo della stessa favola . Di peripezie semplici evvi quella d’AlessioDuca usurpatore della Corona Imperiale de’ Greci , fatto prigionie-ro da i Bulgari , quella del Laicato eletto Imperadore , e poi co-stretto a lasciare il Soglio , e a salvarsi colla fuga quella di Dosi-teo Patriarca Scismatico deposto, e condannato, e molte altre . Trale peripezie unite colj’agnizione s’annovera quella d’Arturo nei can-to cren-