Li6 Vita Dell*Arciprete
tallo, e cori suo gran profitto da lui apprese precetti d’eloquenza la»tina » e toscana: nel qual tempo eziandio applicoffi allo. studio dellaFilosofia.
Ma comecché per lo più i Genitori sogliono i proprj figliuoli aquegli studj medesimi , che professarono , incaminare , il GiovaneGìq. Mario per seguire le vestigie del Padre , e per compiacere aidi lui genio applkossi allo studio delle Leggi , per cui suole aprirsilargo campo alle ricchezze, e a gli onori ; perciò il Padre istesso , cheera uno de'due primarj Lettori dell’Università della sua Patria, vol-le essergli Maestro nelle Civili Istituzioni , affinchè vane non fosseroa lui riuscite le speranze , che del figliuolo avea concepute , se adaltro Precettore in tali studj consegnato l’avesse; sotto la disciplinaadunque del detto suo Genitore divenuto studiosi stimo scolare , co-mecché egli era ardentemente desideroso di far profitto , e d’esserecoli acquisto della dottrina la gloria più bella del Padre suo , non9 - molto dopo nella celebre Università della sua Patria Fanno 1679,alti 3. Ottobre consegui con pubblico applauso la Laurea dottorale »alla quale fu promosso da Alessandro Compagnoni , Arcidiacono diquella Cattedrale, e nostro Arcade, e di più fu ascritto nel Collegio»d-e'Dottori, e nell'altro degli Avvocatie Curiali ; ambedue de’quali ^Collegj anno la nobile prerogativa , e special facoltà di premiare ilmerito de’Dorti coll’onore della medesima Laurea .-Quindi dal Con-siglio, che chiamano di Credenza, su eletto Lettor pubblico d’Istitu-ia per un’anno -
Parve allora tempo opportuno al Zio di richiamare in Roma MNipote, nelle Leggi di non mediocre dottrina fornito , per applicar-lo all’esetcizio delle medesime, con sommo onore , e vantaggio nel-la Romana Curia; al che condiscendendo più che volentieri il Ge-niture colà il rimandò , consegnandolo al Zio , che tanta sollecitu-dine di lui aveva; giunto in Roma , e accolto dal Zio stesso conle più vive dimostrazioni d’affetto sotto la db lui direzione comin-ciò ad intraprender la pratica della professione legale , sebben nelmedesimo tempo coltivò le buone Arti, ed altri più gravi studj, spe-rando egli di conseguire maggior fama , ed onore da questi-, cheda quelli delle Leggi .. Al bel genio di lui non si oppose già il Ziojma perche forse questi era della opinion di coloro ,. che follementestimano leggierezza voler accoppiare i più serj studj delle Leggi , coi- più ameni delle beli'Arti , su contento che il Nipote Gio:. Mariodi nascosto professasse le buone Lettere ; ma non volesse mai* farnepubblica ostentazione . Abbracciò egli il saggio consiglio del Zio , eper qualche anno in tal maniera si contenne , abbencbè nel tempo,istesso non pochi poetici componimenti produsse , particolarmente1685». nella volgare nostra favella-, usando per lo più lo stile turgido , giac-ché allor seguitava la scuola del Partivalla, professata nell’Accademiade gli Infecondi- di Roma , nella quale fu egli annoverato , e pitVvolte mostrò il suo spirito con recitarvi i proprj componimenti ; iotal guisa cominciò egli il corso de' suoi studj in Roma , perlochèdi lui con. ragione poi disse l’Abate Pompco Rinaldi notissimoArcade»
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