Band 
Volume sesto.
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228
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2.2.8 Vita Dell’Arciprète

p«rò si fosse presentata occasione sii celebrare i fastidi qù’àl di’ Eroeallor faàso, o in pace, o in guerra , eravi tra i Pastori , chi pren-deva a celebrarli col canto -, siccome appunto fece il nostro Alfesibeo,che con una beli’Ode celebrò il valore del Principe Eugenio di Sa-voja, detto tra gli Arcadi Eralgo Ermioneo, perla vittoria riporta-ta de’Tu-rchi lungo il Tibisco.

Nè solamente in lode degli Arcadi desunti; ma eziandio in lodedegli Eroi più illustri , e rinomati ebbe , ed ha in àbito me la nostraRepubblica di celebrare i Giuochi Olimpici , particolarmente nella.rinnovazione d’ogni Olimpiade:, il qual costume ha ella preso dagliElei antichi popoli del Peloponneso , non già per esercitare in dettigiuochi le forze del corpo, come quelli facevano, ma bensì le forze•dell’ingegno» col mezzo di «cinque Giuochi Poetici , nel primo de’quali si contengano brevi Ragionamenti, nel secondo Egloghe , neiterzo Canzoni, nei-quarto Sonetti, e nel quinto Madrigali , o Epi-grammi i siccome da i fin ora celebrati , e pubblicati alle stampe sipuò osservare .* diche noi siam debitori ali’industria del nostro Cu-stode, sempre intento a trovar nuòve maniere d’ordire componimeneti, e che l’alrrui geste illustrassero » e insieme a i nostri Arcadi gran-fama arrecassero.. - '

Studio allor di questi era d’imitare nella Lirica Toscana Angelo diCostanzo, Rimatore chiarissimo del Secolo XVI. , e di promoverneeziandio la imitazione, giacche pochi, o niuno nel SecoloXVII.co-nosceva la incomparabile maniera di poetare di questo Autore . Tragli Arcadi , che a tale studio attendevano , il dottissimo Vincenzio-Leoni», di cui altre volte abbiam fatto menzione , fu peravvemurail primo,.avendo egli in Roma prima d’ogn’altro scoperto le bellezzedel Canzoniero di Costanzo . Ma perché le Rime di questi'erano invarie , e rarissime Raccolte sparse ; ed in oltre , non tutti potevanpenetrare la loro bellezza, per il pessimo gusto, che dominato avevaquasi per tutta Italia fino a. quel tempo; quindi Tanno 1697.. circa ilmese di Settembre risolvettero alcuni Arcadi di far ristampare le Ri-me di questo insigne Poeta, illustrato d 9 opportune annotazioni. Quel-li, che a tale impresa applicarono, furono il suddetto Leonio» il Ba-rone Antonio Casaccio ,. il Canonico Benedetto Menzini , T AbateGiuseppe Paolncciî, e TAvvocato Gio: Battista Felice Zappi » Filippo-Leevs, TAvvocato Francesco Maria sii Campello, l’Abate Pompeo Fi-gari, Jacopo Vicinelli, Silvio Stampiglia , e Paolo Antonio del Ne-ro,. Letterati tutti-de’^rincipaU di Roma. S’adnnavanoquestidi gior-no in giorno in casa del detto Ab. Paolucci,. di cose letterarie fra lo-ro: trattando, e presero consiglio, e poi-ferma risoluzione di obbliga-re ciascun di essi a sciegliere qualche Sonetto del Costanzo » e por-tarlo illustrato denotazioni a foggia di comentarj, o letture , il chedovea farsi ogni giovedì da un di loro ; il primo dc’quali su il mento-vato Leonio, che in que! letterario consesso portò un dottissimo,coment-to sopra, il Sonetto.

Mancheran prima al mare i pesci , e ronda ..

Con tale ardore si die. principio all’impresa, abbenchè poi per Va parten-za d'alcuni sii qne' Letterati sia Roma,, e per la occupazione d’altri i-a» cose