Band 
Volume sesto.
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229
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Gio: Mario Crescimbeni. 2.2.9

'cose dì maggior rilievo , rimaneste l’opera imperfetta.. Nulladimenoil fervido nostro Crescimbeni , a cui in quel congresso toccò di ope-rare tutti i Giovedì del mese d’Ottobre dell’anno stesso , prese l’im-ptgno’di cavare da quattro Sonetti del Costanze tutto il bisognevoleper la Toscana Lirica Poesia, formandone quattro Dialoghi, ne’qua-li introdusse â ragionate alcuni de gli Arcadi con far loro scoprire Pinterna, ed esterna bellezza della Poesia volgare. Piacque ai lettera-ri amici tuoi l’opera felicemente intrapresa , e perché del tutto fossecompiuta , lo pregarono , che seguitasse , e perfezionasse una Poeti-ca , con ragionare anche dell’.altre specie della Poesia , siccome eglicon pari prontezza, e felicità eseguì, perlochè poi dalle preghiere de-gli amici stesti su costretto a pubblicarla., al che fare tre anni dopox’ indusse ; e questa fu Popera degnissima , che poi diede alla pubblicaluce, col titolo Delia Bellez.z.a della volgar Poesia: di cui appressopiù ampiamente diremo.

Ma mentre-quest’opera teneva riposta, convennegli -indispensabil-mente pubblicarne un’altra, intorno alla quale eran dieci anni, chevi lavorava , cioè /’IJìorra della volgar Poesia ; per tesser la quale ,ancorché fosse impedito da altri più gravi studi, cra giunto a raccor-

Te tre grossi volumi, contenenti sopra mille Rimatori ; e già per mol-te Città d’Icalia , dalle quali a lui giungevano opportune notizie perla detta Istoria, sparsa era voce, ch’egli la preparava, sebben per an-co'non aveale dato alcun ordine, per poscia esporla alla luce. Men-tre adunque egli vi faticava ebbe certezza per testimonianza d’auto-revole Personaggio, che in una Città d’Italia era chi studiava di pre-venirlo, con dar quanto prima alle stampe una simile Istoria. Per laqual cosa risoluto il Crescimbeni di non farsi guadagnar la mano , etoglier la gloria dall’Emulo , con gran sollecitudine gli convennespogliar detti volumi di notizie , e compilar l’opera in sei libri divi-sa Nel primo egli mostra l’origine , e lo stato della volgar Poesia.,facendo conoscere quanto nel primo Secolo fosse ella rozza , comenel secondo ingrandisse ., come nel terzo cadesse , quanto gloriosa-mente risorgesse nel quarto , e come varia nel quinto siasi dimostra-ta sino a i nostri giorni, che a più glorioso risorgimento si dispone-va , mercé dello studio , e della continua fatica di molti nobilissimiingegni allor viventi, il che è Punico fine, per lo quale questa Isto-ria egli a scrivere imprese . Nel secondo libro dà giudizio sopra leOpere Poetiche di cento Rimatori defunti più scelti per ordine cro-nologico annoverati; nel che consiste il maggior nervo dell’lstoria;perlochè egli ha camminato non più colla propria opinione, che conquella de’più savj ingegni , che in sì fatte materie fiorissero alloranella Corte di Roma - Nel terzo apporta i faggi de’Poeti annoveratinell’antecedente libro , per riscontrare la verità de'giudizi dati neldetto secondo libro . Nel quarto forma un Catalogo Alfabetico dimolti altri Rimatori defunti, degni di memoria, de’quali si trovanRime appresso lui stesso , non compresi nella Cronologia fatta di so-pra. Nei quinto fa un racconto delle farichessattesi intorno alle ope-re di molti Poeti volgari, o da gli stessi Poeti, o da altri- Nel sestofinalmente apporta per via di narrazione molti , e diversi TrattatiCrcjc, /s.rolg. Poesia, Tom, FI- P z gene-