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Volume sesto.
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231
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Gîo; Mario Crefcimbem. rzr

csa i Terremuoti. E gli Accademici Animosi di Venezia parimente Vaggregarono tra essi , portandovi il nome di Manchevole con impre-sa particolare. Dalla quale insigne Accademia prese poi il nome unaColonia Arcadica , detta Animosa . Appresso in Bologna eziandiopassò una delle nessi te Colonie, che dal nome del picciol Reno, chebagna la Città flessa , Renio, fi appella . Tale fu la stima , ch’ebberodell’Adunanza de gli Arcadi le più illustri, edotte Città d’Italia;per chiudere per tanto la bocca à rutti coloro, che fin dal principiota disprezzarono, vuò qui valermi di ciò, che disse il nostro Leonio p re ^in un suo ragionamento recitato nel Bosco Parrasio Fanno 1698. per ji rc scl, tom ,difesa d’alcune costumanze della moderna Arcadia . Giudicavano al- Jf pag^ij,cuni imprudentiffima essere stata reiezione di questi Letterati, iqua-si , volendo far da Poeti sotto forma di Pastori , soggettanti da sestessi, dicevano questi tali, ad una inevitabil necessità di cantar coleovili, o vane , o contrarie a’buoni costumi, o improprie , ed inveri-simiîi; a ciascuna di queste opposizioni rispose egli con dimostrare,che avendo gli Antichi Arcadi egregiamente professato sarte del can-to, e della Poesia , non sono fiati imprudenti questi amatori delle buo-ne lettere nel prendere il nome de gli Arcadi ; e col fìngersi , non già" nati Pastori , ma nati nelle Città , e nutriti nelle Accademie , e posciaritirati per lor diletto tra le Selve a far vita Pastorale , non perciò sitoglie loro il poter altamente , e gentilmente poetare ; e cantando essidi cose alla loro arte , ed alla Campagna appartenenti, non per questotali cose sono vili , ed inutili , e incapaci di estere nobilmente trattate ;poiché la nobiltà della Poesia , non consiste nell'altezza de'foggetti , manella bontà della imitazione , e se cantano di amori , cantano diamori onesti , e onestamente li trattano ; ne sol tanto de gli amorosi ,ma di grandi , e nobili soggetti postano essi cantare » de"quali perciò dis-se il Guarino nel Prologo del Pastor fido .

E benché qui ciascuno '

Abito , e nome pastorale avesse ,

Non fu però ciascuno

Ne ai pensier , ne di costumi rozzo:

Però ch'àltrì fu vago

Di spiar tra le Stelle , e gli Elementi

Di naturae del Ciel gli alti segreti :

La maggior parte amicaFu delle sacre Muse .

Ma torniamo al Crefcimbeni » Il di luì Zio Anton Francesco » dicui facemmo dal bel principio menzione, vedendoti nipote tutto af-fezzionato all’Arcadia , e dalla Curia alieno , tale indiscretezza usòcontro di lui, che lo costrinse a cercar stanza fuori di sua Casa: di-savventura comune a i nobili ingegni, che, non curando il vile in-teresse, vanno solamente in cerca d’onore » e d’immonal nome co i' loro ^regiatifKmi scritti; presero perciò di lui tosto compassione gliAmici, e tra gli altri il generoso Alessandro Guidi subito P accolsenelle sue Camere in Palazzo Farnese , e per più mesi Io convitò allasua chetila ; anzi di più impctrogli dalla Corte di Parma , a lui vici-na ^abitazione ; della quale però non fu d’uopo al Crefcimbeni va-

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