Gioì. Mario, Crescimbèni. 237
mo Alnano , il quale degnissimo aemumento in questi versi è ui-
stretto . • - .
Oh lieta Arcadia , oh fortunata » oh cornea'.-, ■ • • > .
J)'eterni lauri in avvenir fiorite > " - •
D’Alfesibeo risponderan le chiomeV '
... Allora poi fu , che nella trionfante Città di Urbino ., fortunatissi-ma Patria di tanto. Pontefice » fu fondata la Colonia Arcadica , laquale dal Fiume , che scorre presso la Città stessa ». Metaurica fi ap-pella î; l’impresa della quale fu ritrovamento del Crescimbèni , che aquella propose una Stella crinita.col motto.' Micat inter omnes y allu-dendo alla Stella gentilizia .del Papa; fa quale impresa fu ricevuta, eapprovata dalla stèssa Colonia. Era.già egli a quest’ora ascritto nellechiarissime Accademie de’Gelati di Bologna, de’Curiosi della natura^Augusta» detta Leopoldina» ed or Carolina, dal vivente ImperadorCarlo Viv appellata, e de’Spensierati di Rollano. i ,
Ma mentre egli. indefesso ne’nobili esercizi di lettere rendevasi sem-pre più amabile, e caro non solo a gli amici » ma ai Principi anco-ra» cadde gravemente ammalato con estremo dispiacere di Roma tut-ta, la quale compiangeva nel medesimo tempo la perdita, che temer'va » anche del sopra da noi mentovato Marcello Se vero li , Prelatoamplissimo, a neh'esso da mortai malattia sorpreso » e fu somma glo-ria di Gicr. Mario il vedersi compianto insieme con un sì grand’ Co-mo. Ma niuno mostrò passione maggiore di questa disgrazia del no-stro buon Custode, che T Eminenti stimo Ottpboni» il quale, poichéegli risorse » volle prender sopra di se la premura della di lui conva-lescenza, che durò oltre due mesi , e mandatolo nella Città d' Alba-tro alia sua nobilissima Badia'di S. Paolo » quivi con ogni attenzio-ne , e generosità fece servirlo da’suoi ministri , e tanto s’ interessònella di lui salute, che non solo con affettuosisiîme lettere più voltegliela ricordò caldissimamente » ma essendo poi venuto ancb’ egli inAlbano, più da Padre, che da Signore dimostrasti verso di lui ; affettoin vero quanto ammirabile nella persona di questo Letteratissimo Cardi-nale, altrettanto proprio de’Principi , che nutrir debbono animo splen-dido, e generose verso i Letterati. A tanto amore, e beneficenza vo-lendo pure mostrarsi grato il Crescimbèni , per allora non seppe cheesprimere Lecerne sue obbligazioni in- tre.Sonetti, che indirizzò al des-to Principe suo Benefattore, rendendogli poi sempre con vere lodi di-stintissime grazie. Gli amici poilieti tutti incontro a lui andarono congiuiivecongratuiazioni, e conauspicj di lunga, e felicissima vira >. no.®mancando, chi tra loro in tal guisa di lui. cantasse .*
Vivane Alfefibeo , vivane eterno x
Lieto lieti i fimi paschi il Sol rimiri ;
Ne sentan le sue gregge , o Siate ,. s Verno »
Contra il gran Nome in van iobblio s’adiri j,
Ma egn’or sotto il di lui mite governo' .
Avne migliori Arcadi a\ mi a respiri». , .
Stabilirò cosi in buona salute ,. colle forze ripigliò ancora i suoi-solin studj - e bella occasione glissi presentò;di riconoscere con segni•di vera gratitudine la somma beneficenza del suddetto Cardinale Pi®-
Vranc.Mar.Gassarti nel-le Rime delCrescimb.lib.IX. pag.MX*Sdii.. 3 ,.